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Miasmi, presentato un nuovo esposto

Miasmi, presentato un nuovo esposto

Roghi tossici nel mirino dei cittadini 


LADISPOLI – Un nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia contro i roghi tossici sul territorio comunale. La battaglia dei ladispolani, e in particolar modo dei residenti del Quartiere Miami (a due passi dall’ingresso nord che dalla Settevene Palo conduce all’Aurelia) prosegue ormai da anni. Denunce, segnalazioni, esposti, petizioni. I cittadini le hanno provate veramente tutte per cercare di fermare i roghi tossici, appicati soprattutto al calar del sole e che purtroppo rendono l’aria irrespirabile, costringendoli così a barricarsi in casa, anche durante il periodo estivo. Ad oggi, però, delle iniziative portate avanti, nessuna ha prodotto gli effetti sperati. Tanto che ora, uno dei residenti del quartiere, Angelo Sarno, ha deciso di presentare un nuovo esposto alla Procura. «I cittadini del quartiere, e negli episodi recenti anche gli abitanti delle zone più distanti, vengono colpiti da dette emissioni che li costringono a chiudere le finestre delle proprie case», si legge nell’esposto, dove Sarno ricorda come già nell’agosto 2017 i cittadini del quartiere avevano provveduto a informare di ciò, «con un dettagliato esposto il comune di Ladispoli, l’Arpa Lazio, la Polizia provinciale/Città Metropolitana di Roma, il comando dei vigili del fuoco, il comando della Guardia di Finanza di Ladispoli». Nel documento il ladispolano evidenzia come le emissioni maleodoranti siano dovute probabilmente «a combustione di materiale sconociuto ma riferibile a scarti industriali o rifiuti di altra natura, come pneumatici o materie plastiche», con «la puzza insostenibile» che « sta condizionando pesantemente la vita del quartiere, e recenti notizie apparse in questi giorni sui quotidiani telematici locali denunciano che il fenomeno si sta allargando fino al territorio di Cerenova». Anche dalla frazione della città etrusca sono infatti arrivate, nei mesi, segnalazioni di miasmi. Proprio come lo stesso tipo di denuncia è arrivata anche dalle frazioni più a monte, come Olmetto, Monteroni, Borgo San Martino. E in tutti i casi denunciati dai cittadini il problema è sempre lo stesso: la mancata individuazione del luogo esatto in cui il rogo tossico è stato acceso. Altro aspetto, questo evidenziato nell’esposto: «Purtroppo salvo i casi più evidenti non è mai possibile ottenere dalle forze dell’ordine interpellate al momento dell’insorgere di tali fenomeni un intervento immediato per motivi tra i più vari, compresa la spesso riferita scarsa disponibilità di uomini e mezzi». E con il documento «si invita formalmente il comune di Ladispoli, in persona del sindaco pro tempore, il comando della polizia lcoale a predisporre ogni opportuna e necessaria misura di monitoraggio e prevenzione sul territorio. Con espressa diffida dal proseguire nella omissione di atti dovuti, riservando ogni azione e ragione anche in punto di risarcimento dei danni tutti subiti e subendi».
 

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