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Sergio Malaj crolla e confessa

Sergio Malaj crolla e confessa

Nell’udienza di convalida il giovane rende dichiarazioni spontanee e ammette i fatti. Domani i funerali di Diva Compagnucci. Oggi fiaccolata in piazza Veneto
 


TOLFA – Alla fine è crollato e ha confessato. Dopo poco più di tre giorni dal delitto della 91enne Diva Compagnucci, avvenuto nell’appartamento al secondo piano della palazzina al civico 35 di viale d’Italia, il 23enne Sergio Malaj ha ammesso le sue responsabilità. E lo ha fatto ieri mattina, nel corso dell’udienza di convalida del fermo al carcere di Borgata Aurelia, dove è detenuto da sabato sera, da quando i carabinieri lo hanno rintracciato all’interno della sua abitazione. Il giovane ha reso dichiarazioni spontanee di fronte al giudice Francesco Filocamo e al magistrato Mirko Piloni. Assistito dal suo difensore, l’avvocato Andrea Romani, Malaj ha ammesso di fatto di essere coinvolto nella vicenda. Poche, pochissime parole le sue. Non ha risposto infatti alle domande del gip, né tanto meno ha fornito particolari e chiarito nel dettaglio cosa effettivamente accaduto all’interno di quell’abitazione. Ha soltanto reso una dichiarazione spontanea assumendosi la responsabilità di quanto gli viene contestato e dicendosi distrutto. Il ragazzo, 23enne di origine albanese ma a Tolfa da anni con la sua famiglia, è accusato infatti di rapina e di omicidio volontario premeditato. Sabato sera, nel corso dell’interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Civitavecchia, aveva negato ogni addebito. Aveva detto di non essere stato lì e soprattutto di non aver ucciso lui la maestra Diva, donna energica e dinamica, conosciuta da tutti. 
«Le sue dichiarazioni spontanee – ha commentato l’avvocato Romani – sono un passo importante per il ragazzo». Una presa di coscienza, un’ammissione forse anche a se stesso. «Ci sarà tempo, una volta chiuse le indagini – ha aggiunto il legale – di valutare cosa fare ed avere un quadro sicuramente più dettagliato della vicenda. Che è un dramma». E lo ha fatto intendere, un dramma per la famiglia della donna e per quello dello stesso Malaj, con i genitori descritti da tutti come persone perbene e gran lavoratori. Per ora resta in carcere. 
Intanto nella serata di lunedì è stata eseguita l’autopsia, da parte del dottor Stefano D’Errigo, sul corpo dell’anziana. Un accertamento fondamentale per stabilire con esattezza l’ora della morte, le cause, le modalità dei colpi inferti, se a mani nude o con un corpo contundente, e la presenza o meno di tracce del presunto assassino. Per i risultati completi ci vorranno 45 giorni. Intanto proseguono a 360 gradi le indagini per cristallizzare ogni elemento e ogni prova, per avere la certezza o meno che, al di là delle spontanee dichiarazioni, sia stato il 23enne albanese, ed abbia agito da solo. Ci sono le verifiche sul sangue trovato sugli indumenti già in lavatrice, i rilievi effettuati a casa della maestra e nell’abitazione della famiglia di Malaj, entrambe sotto sequestro. La salma della donna è stata quindi dissequestrata nella giornata di ieri e riconsegnata alla famiglia per l’ultimo saluto. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio, alle 15, presso la chiesa della Madonna della Sughera, celebrati dal parroco don Giovanni Demeterca. Sarà il giorno del silenzio e del dolore, per una morte assurda e tragica. Tanto che il sindaco Luigi Landi ha proclamato il lutto cittadino. «Una signora solare, colta, arguta, simpatica – ha ricordato anche l’onorevole Battilocchio – che ha formato intere generazioni e che rimarrà nei ricordi e nei cuori della comunità tutta. Un fatto atroce ed inspiegabile che ci ha lasciato attoniti. Ora è il momento della preghiera e della vicinanza alla cara famiglia della maestra Diva». Per oggi alle 18 in piazza Veneto èprevista una fiaccoata spontanea con candele biancheper testimoniare i valori di unione e condivisione di tutta la comunità drammaticamente colpita dal lutto. 
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