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Tpl: allarme sicurezza

Tpl: allarme sicurezza

I sindacati chiedono un incontro urgente a Csp: tante le criticità. Spazi di manovra inadeguati. Autista minacciato con un coltello


CIVITAVECCHIA – Riflettori puntati sulla sicurezza per il trasporto pubblico locale. 
I sindacati hanno chiesto e sollecitato un incontro con i vertici di Csp per discutere una serie di criticità più volte sottolineate alla dirigenza, anche a maggio dello scorso anno, senza riscontro alcuno. 
Perché il messaggio che passa ultimamente è che ci si stia focalizzando, giustamente, sul nuovo servizio e sulle difficoltà del porta a porta, tralasciando il parte quelli che sono gli altri servizi e che hanno necessità di essere migliorati ed efficientati. Ed il Tpl è uno di questi, specie per quello che concerne la sicurezza degli autisti e dei mezzi. 
«Non è più tollerabile rimandare – hanno sottolineato Fabio Ottoni della Filt Cgil e Sami Jamaldine di Ugl trasporti – le questioni vanno affrontate e risolte». 
Il riferimento, ad esempio, è al caos che si crea al piazzale della stazione ferroviaria. Manca infatti lo spazio di manovra con gli autisti costretti a retromarce e spostamenti rischiosi; un capolinea che, soprattutto, non è adeguato ad ospitare 7 autobus in contemporanea, 5 da 10 metri e 2 da 12 metri, con rischi ancora maggiori in presenza dell’utenza crocieristica. 
E poi via Crispi, diventata di difficile percorrenza per la presenza delle auto in sosta su entrambi i lati. 
E ancora la linea B, per l’inadeguatezza dei mezzi su alcune tratte del percorso. Queste sono solo alcune delle criticità che il personale riscontra tutti i giorni durante il lavoro. 
La richiesta di incontro è stata poi sollecitata ad inizio settimana, alla luce di un episodio accaduto giovedì scorso sull’ultima corsa della linea B, partita alle 19.50 dalla stazione. 
Secondo il racconto dei presenti, all’altezza di viale Baccelli un uomo, probabilmente ubriaco, ha cercato di salire a bordo con una bicicletta. L’autista ha cercato di convincerlo a desistere, ma l’uomo ha insistito, salendo di forza, aggredendolo verbalmente, minacciandolo e addirittura tirando fuori un coltello, cercando di aprire il vetro che separa il conducente dall’utenza. Una fortuna per lui. Perché le cose sarebbero potute andare diversamente. Nel frattempo però il cellulare è caduto a terra impedendogli di segnalare il pericolo, l’autista ha ripreso così la corsa ostentando serenità pur nell’agitazione generale, con l’uomo che si è seduto scendendo dopo qualche fermata. 
Un episodio grave, che non ha avuto conseguenze, ma che evidenzia la necessità di un intervento. 
«A bordo, ad esempio – hanno ricordato i sindacati – sono installati i sistemi di sicurezza che però non sono collegati in rete e non sono attivi, quando invece potrebbero essere in contatto diretto con la Polizia locale. Al momento l’azienda sembra non percepire la gravità di quanto segnalato – hanno concluso – sottovalutando rischi e responsabilità civili e penali a cui i propri dipendenti sono esposti per negligenze altrui». 
Tanto da auspicare l’intervento anche del Pincio, attraverso l’assessore con delega ai Trasporti Claudia Pescatori.

 

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