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Dissesto finanziario, scontro in Comune

Dissesto finanziario, scontro in Comune

Fiumicino. Botta e risposta fra il capogruppo di Forza Italia e l’assessore al Bilancio sui documenti del Tribunale. Coronas: "Serve fare luce", Mancino: "L’opposizione decontestualizza le frasi"


FIUMICINO – «Era il gennaio 2019, esattamente un anno fa, quando in un documento ufficiale – un’ordinanza della Corte di Appello di Roma, Prima sezione civile, RG 7538/2018 – il Comune di Fiumicino dichiarava con notifica il “grave dissesto economico dell’Ente” (cito testualmente), relativamente ad una causa risarcitoria per un contenzioso con una ditta. Non mi interessa oggi andare a capire come sia andata a finire quella causa, ma invece è fondamentale comprendere perché per tutto il 2019, nei molti consigli comunali fatti per il Bilancio, e nelle discussioni in Commissione, non sia mai stata usata questa terminologia». Lo afferma un comunicato firmato da Alessio Coronas, capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Fiumicino. «Un Comune in grave dissesto economico – spiega Coronas – è un Comune che non può investire, che deve centellinare le risorse. Il che fa a pugni con certi capitoli di spesa inseriti anche nell’ultimo documento di Bilancio, e fa a pugni anche con le scelte di investire soldi per alcune manifestazioni che dire ‘di nicchia’ è addirittura un’esagerazione. Senza contare, poi, il discorso sulla trasparenza: se il Comune è in grave dissesto finanziario i consiglieri dovrebbero esserne messi al corrente, come tutta la popolazione, aggiungerei. Se invece non lo è, ma viene usata questa terminologia per non pagare i debiti contratti, allora siamo davanti a una mala-gestione della cosa pubblica. In un caso o nell’altro, c’è assoluto bisogno di chiarezza. Non possiamo affrontare il 2020 col fardello scritto nero su bianco un anno fa, e certo non recuperato dalle entrate attuali. Presenterò dunque un’interrogazione formale – conclude Alessio Coronas – per fare luce su un altro punto buio di un’amministrazione che si definisce impropriamente un palazzo di vetro ma che in realtà, ad esser buoni, quei vetri li ha palesemente offuscati». Immediata la replica dall’Amministrazione: «A dispetto di quanto dichiarato da alcuni esponenti dell’opposizione, il comune di Fiumicino si è sempre distinto in termini di trasparenza in questi anni, non facendo mistero delle difficoltà economiche che lo accomunano a numerosi altri comuni italiani. Mai abbiamo negato che la situazione finanziaria non sia florida specialmente a causa della gestione degli anni precedenti al 2015, delle difficoltà nella riscossione dei crediti e della crisi che interessa la nazione ormai da decenni. Anche Fiumicino risente di questa “coperta sempre troppo corta” per gli enti locali, sui quali è stato spalmato il debito pubblico dello Stato. Nonostante ciò, a differenza di altri comuni, anche limitrofi, abbiamo confermato l’impegno preso con la cittadinanza in merito al contenimento delle imposte, all’incremento dei servizi e al miglioramento delle strutture». Lo dichiara l’assessora al Bilancio Marzia Mancino. «L’ordinanza della Corte d’Appello cui fa riferimento il consigliere Coronas – aggiunge – riporta in verità quanto affermato dalla controparte in un giudizio in cui il fornitore deve restituire al comune di Fiumicino una ingente somma! Dire che il comune nasconda la propria situazione di dissesto pertanto è pretestuoso e non è suffragato da alcun elemento oggettivo, atteso che l’ente non è classificato nemmeno come ente strutturalmente deficitario». «Parlare di dissesto finanziario – prosegue Mancino – non solo è falso e pretestuoso, ma rischia di creare un danno assolutamente gratuito all’Ente. Il consigliere Coronas dovrebbe sapere che in base al Testo unico sugli enti locali si ha lo stato di dissesto se l’ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili. Come tanti altri comuni Fiumicino ha effettivamente difficoltà di liquidità legate alle note problematiche di riscossione da parte di Agenzia delle Entrate, ma è ben lontano dal dissesto finanziario. Ciò è confermato dagli stessi organi di controllo, in primis il collegio dei Revisori dei conti. L’opposizione ha omesso anche un altro dato di cui è a conoscenza: rientriamo tra i pochi comuni virtuosi che, di anno in anno, riducono la propria situazione debitoria e garantiscono la diminuzione del disavanzo». «Capisco che per alcuni la politica sia “l’arte dell’opportunismo” – conclude l’assessora al Bilancio – ma in questa amministrazione pensiamo piuttosto che la migliore politica sia fatta di onestà, dialogo e collaborazione. Per questo devo constatare con una certa amarezza che ancora una volta l’opposizione stia strumentalizzando frasi decontestualizzate, riportando solo mezze verità e disinteressandosi del “politically correct”». L’esponente di Forza Italia controreplica pubblicando i documenti: «Dispiace che l’assessore Mancino definisca ‘falso e pretestuoso’ parlare di dissesto economico finanziario dichiarando che sono mie parole non suffragate dai fatti” », dice Coronas. «L’assessore si sbaglia: le parole non sono mie, ma del Tribunale (come dimostro con le copie degli atti ufficiali che rendo pubbliche), che a sua volta cita gli atti presentati dal Comune di Fiumicino (“come documentato in atti”, è la formula utilizzata) e parla di “grave dissesto economico dell’ente”. La parola dissesto, riferito ai conti del Comune, non l’ho dunque inventata io, ma è agli atti pubblici di un Tribunale della Repubblica Italiana. Quanto alla situazione finanziaria del Comune – prosegue Coronas – , dichiarare il fatto che “non sia florida”, come ha detto l’assessore, è un eufemismo. Peraltro io chiedevo, e chiederò, conto di alcune decisioni di spesa che riguardano le casse pubbliche, proprio in virtù della “coperta troppo corta”, come l’ha definita sempre l’assessore, e cioè della mancanza di soldi di un Comune in difficoltà. Attaccare personalmente, tacciandomi di fare allarmismo e di creare un danno all’Ente, solo per aver letto un atto di Tribunale, questo sì mi sembra davvero pretestuoso da parte dell’Amministrazione. Chiedere conto di come vengono spesi i soldi pubblici è un compito istituzionale di un Consigliere comunale, leggere le carte anche. E se nelle carte c’è scritto qualcosa mai citato negli incontri in Commissione o in Consiglio comunale, è un dovere pretendere chiarimenti. Altro che parole inventate».

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