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«La Via viziata nella parte in cui quantifica le emissioni di inquinanti»

TERMOVALORIZZATORE Tra le osservazioni contro il progetto della A2A figurano anche quelle firmate da Sandro Vallesi e Attilio Riccardi
«Il raffronto dei dati doveva essere effettuato con una stazione ubicata ad ovest rispetto all'impianto»

TERMOVALORIZZATORE Tra le osservazioni contro il progetto della A2A figurano anche quelle firmate da Sandro Vallesi e Attilio Riccardi
«Il raffronto dei dati doveva essere effettuato con una stazione ubicata ad ovest rispetto all'impianto»


TARQUINIA – Tra le diverse osservazioni presentate contro il progetto di un termovalorizzatore che la società A2A Ambiente intende realizzare presso la zona industriale di Pian D’Organi, Pian dei Cipressi, ci sono anche quelle firmate da Sandro Vallesi e Attilio Riccardi.
Il documento, inviato alla Regione Lazio e al Comune di Tarquinia, vede tra i destinatari anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, in quanto il territorio dove si vorrebbe realizzare l’impianto è utilizzato prevalentemente a colture ortofrutticole (finocchi, cavolfiori, meloni, cocomeri) destinate al mercato nazionale ed estero, a consumo a fresco. Le polveri emesse, secondo quanto riportato nel documento, sarebbero pertanto destinate ad essere ingerite tal quali, e non soltanto respirate.
I due tarquiniesi, peraltro Riccardi è residente a Pian D’Organi, scrivono chiaramente che «In riferimento al progetto, si osserva che la relazione tecnica Via appare viziata in modo sostanziale nella parte in cui quantifica le emissioni di sostanze inquinanti, raffrontandole con i dati certificati nel triennio precedente, per le seguenti argomentazioni. Da quanto emerge dall’allegato A -Emissione degli inquinati in atmosfera e valutazione delle ricadute e delle deposizioni al suolo -, i valori accertati nel triennio 2015-2017 sono ricavati dai rilevamenti effettuati presso le stazioni Arpa di S. Agostino, Aurelia e Fiumaretta, tutte in territorio di Civitavecchia e tutte a sud del progettato impianto in questione. Sempre nella stessa relazione vengono indicati i venti prevalenti agenti sul territorio in questione che hanno una direzione est verso ovest e da sud-est verso nord-ovest. Quest’ultimo, lo scirocco, come tutti sanno a Tarquinia, è il vento proveniente da Civitavecchia». 
«Appare pertanto improbabile – si legge nel documento – che le stazioni di rilevamento possano costituire un valido parametro di raffronto, non potendo rilevare gli inquinanti ambientali e quelli relativi al traffico autostradale in aumento proprio nel periodo considerato 2015-2017, (quando l’autostrada è entrata in pieno servizio), proprio sul centro urbano di Tarquinia posizionato sotto vento rispetto al termovalorizzatore».
«Correttezza metodologica e rispetto del principio di razionalità – riportano le osservazioni – avrebbero richiesto che il raffronto dei dati fosse effettuato con una stazione ubicata ad ovest rispetto all’impianto, laddove i venti prevalenti potranno depositare gli inquinanti prodotti dal termovalorizzatore. Nell’attuale impossibilità di effettuare tali rilevamenti per assenza o mancato funzionamento di stazioni Arpa sul territorio interessato, secondo il principio di precauzione, qualsivoglia sorgente di inquinanti dovrebbe essere evitata. Queste osservazioni sono indirizzate anche all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare in quanto il territorio interessato, (si ripete ad ovest dell’impianto), è utilizzato prevalentemente a colture ortofrutticole (finocchi, cavolfiori, meloni, cocomeri) destinate al mercato nazionale ed estero, a consumo a fresco, senza trattamenti termici e pertanto le polveri emesse sono destinate ad essere ingerite, tal quali, e non soltanto respirate».
«Per le ragioni sinteticamente addotte, – conclude il documento di osservazioni presentato i primi di dicembre – si chiede alle autorità competenti di negare il necessario nulla osta per difetto di procedura, e potenziale pericolo per la salute dei cittadini e dei consumatori».
 

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