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Coronavirus, il Miur rinvia i viaggi di istruzione: niente crociera per 151 alunni del Marconi

Coronavirus, il Miur rinvia i viaggi di istruzione: niente crociera per 151 alunni del Marconi

IL CASO Il gruppo è rimasto a terra domenica pomeriggio: tre ragazzi maggiorenni sono partiti ugualmente. Caos sugli eventuali rimborsi


MATTEO CECCACCI

Una bellissima crociera che sarebbe dovuta iniziare domenica scorsa e concludersi il 1 marzo. Gli studenti delle dodici classi quinte dell’IIS Marconi avrebbero dovuto trascorrere otto giorni e sette notti sulla Msc Grandiosa nel Mediterraneo Occidentale tra Italia, Malta, Francia e Spagna, prima di immergersi di nuovo tra i banchi di scuola con il pensiero rivolto a giugno e la testa concentrata per le imminenti simulazioni dell’esame di Stato 2020. Sarebbero dovuti partire alle 18 dalla banchina 12 del porto di Civitavecchia i 151 studenti e i 15 docenti accompagnatori del Guglielmo Marconi. Ma niente: con le valigie alla mano, sorridenti, scherzosi e con l’ansia “da imbarco” i partecipanti al viaggio di istruzione tutto d’un tratto si sono trovati costretti a fare dietrofront con destinazione casa propria e il giorno dopo di nuovo a scuola. Niente gita di ultimo anno per gli studenti del Marconi, così come al momento, per tutti gli scolari civitavecchiesi. Ma perché tutto questo?
Nella notte tra sabato 22 e domenica 23 febbraio il Miur aveva definito apposite misure per evitare la diffusione del Coronavirus e ulteriori misure di contenimento. Fra le decisioni adottate, anche quelle relative alla sospensione delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione delle scuole di ogni ordine e grado in Italia e all’estero. Il Ministero dell’Istruzione, inoltre, aveva informato che in attesa dell’adozione formale dell’ordinanza prevista dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali, i viaggi di istruzione andavano comunque sospesi a partire già da domenica 23 febbraio 2020. Proprio la data in cui sarebbe dovuta iniziare la crociera degli studenti del Marconi. C’è da dire che se l’ordinanza fosse stata fatta il lunedì, a quest’ora gli studenti sarebbero tutti imbarcati. Tutto questo naturalmente ha fatto scattare il caos più totale: studenti su di giri per essere stati costretti a rimanere a terra nonostante il pagamento versato per intero già da gennaio. Genitori infuriati e in subbuglio a causa della non restituzione del costo della gita di 469 euro. Già da lunedì a via Corradetti è un via vai di genitori che cercano di dialogare con il dirigente scolastico Nicola Guzzone e con i docenti della commissione Viaggi di Istruzione per cercare di avere risposte, ma niente da fare. Sembrerebbe che la scuola abbia le mani legate riguardo questa questione. A quanto pare, come dice il preside Guzzone «deve essere il Miur l’incaricato a trovare quanto prima una soluzione per risolvere una situazione assai complicata». Ma non finisce qui: è certa la notizia che addirittura era cominciata a circolare già nella tarda serata di domenica, ossia quella che tre studenti dell’istituto sono riusciti a partire lo stesso. Ma com’è possibile una cosa del genere se in vigore c’era e c’è ancora oggi l’ordinanza del Miur? A spiegarlo è il dirigente stesso: «I tre ragazzi hanno deciso di partire ugualmente. Sono maggiorenni e come tutti gli altri potevano decidere di imbarcarsi. Hanno dovuto pagare un sovrapprezzo. Ma non sono partiti a nome della scuola, perché non potevamo soprassedere a un’ordinanza ministeriale. Sono saliti a bordo per trascorrere una crociera per i fatti loro. Tutto qua».
Tornando al rimborso dell’anticipo di 269 euro o dell’intera somma versata dalle famiglie di 469 euro, c’è da capire se il dirigente scolastico si era preso la responsabilità di bloccare il viaggio di istruzione, perché nel caso l’avesse fatto la scuola avrebbe dovuto pagare la penale all’agenzia di viaggi interessata. Ma adesso che è stato emesso un ordine superiore da parte del Governo e del Miur di sospendere momentaneamente le attività didattiche che si svolgono al di fuori dei plessi scolastici, potrebbe essere lo stesso Miur a dover trovare con le agenzie di viaggi la formula risolutiva per ovviare a un imprevisto che sta scatenando preoccupazione da un lato e rabbia dall’altro.
Una soluzione, comunque, potrebbe essere quella di rimandare i viaggi di istruzione in un altro periodo, quando l’emergenza sarà rientrata e proprio per questo si è voluto “sospendere” e non “annullare” le gite scolastiche. Ma per le classi quinte, con l’esame di maturità in programma, diventa molto difficile trovare un’altra finestra utile, diversamente dalle altre classi.
Insomma, l’emergenza Coronavirus ha portato il Miur a prendere una drastica decisione, anche giusta se vogliamo. Un provvedimento, però, che non contempla al tempo stesso soluzioni ed iniziative per eventuali rimborsi. Le famiglie da un lato sono chiaramente preoccupate per quanto sta avvenendo a livello mondiale, ma dall’altro, magari dopo aver fatto sacrifici pur di accontentare i propri figli, non vorrebbero vedere sfumati così anticipi o intere somme versate per gite e viaggi d’istruzione. E così, inermi e indifesi, come i propri figli non possono fare nient’altro che aspettare, chi un risarcimento e chi l’esame di maturità.
Per lo scrittore Caramagna “quando la nave da crociera esce dal porto, la sua forma immensa sembra incombere sui rimorchiatori che gli stanno attorno. I passeggeri camminano sul ponte e guardano l’orizzonte lontano come se fossero il capitano Magellano, sir Francis Drake e Cristoforo Colombo concentrati in una sola persona”. I 151 studenti del Guglielmo Marconi però si trovano a camminare sul pavimento della propria aula scolastica guardando la lavagna con derivate e integrali.

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