Pubblicato il

Parrocchia La Bianca:il parroco conforta i fedeli

ALLUMIERE – Grande rammarico nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes di La Bianca per non poter dar vita a tutte le celebrazioni e alle tradizioni che contraddistinguono la Settimana Santa. I biancaroli da sempre sono una comunità unita e molto legata alla parrocchia e sarà dura per tutti restare a casa senza potersi salutare, abbracciare e pregare insieme. Per questo, il parroco ha pensato ai suoi fedeli e a tutti i nostri lettori con un importante messaggio che fa molto riflettere. “Cari Fratelli e amici, non esistono parole ”giuste” da dire quando qualcuno prova un dolore incommensurabile, soprattutto se sta soffrendo per un motivo legittimo. Oggi di legittimo c’è veramente poco e qualsiasi gesto o parola che risulti poco sincera, rischierebbe di sminuire la gravità di quello che stiamo vivendo. Permettiamoci tutti, allora, anche di dare sfogo al proprio senso di disperazione o rabbia senza reprimerlo: chi soffre è sempre pronto a confidare il proprio stato d’animo. Spesso, le persone ricevono un enorme sostegno emotivo da parte degli altri subito dopo un’esperienza traumatica. Purtroppo, questo aiuto molte volte va scemando nel tempo ed io, come vostro Parroco, fatico ad agire con determinazione o semplicemente non so come, attraverso la mia umanità e fragilità, comportarmi o intervenire. Sentiamo la voglia di sentirci vicini anche con le parole, ma non permettiamo di farci innervosire dal silenzio. Il dolore ci fa più grandi di quanto noi stessi avremmo voluto! Il dolore è la cosa più importante nell’universo. Più importante della sopravvivenza, più grande dell’amore, maggiore anche rispetto alla bellezza. Perché senza dolore, non ci può essere nessun piacere. Senza tristezza, non ci può essere felicità. Senza miseria non ci può essere bellezza. Senza queste tre cose, la vita è senza fine, senza speranza, condannata e dannata. Domenica è Pasqua. La Pasqua è la vittoria della vita sulla morte. Se Cristo è risorto vuol dire che il Padre ha gradito il suo modo di vivere, lo ha trovato conforme al suo disegno originario sull’uomo. La sua vittoria sulla morte è il segno della verità e della bontà della sua vita. Gesù è passato in mezzo agli uomini ”facendo del bene”. Non è quindi rimasto indifferente davanti alle sofferenze degli altri; non ha additato la speranza futura dimenticando la sofferenza presente; piuttosto ha combattuto seriamente il male del mondo, il male fisico e morale. Tuttavia quando si è trovato di fronte alla scelta suprema della sua vita ha saputo accettare la sofferenza e la morte pur di rimanere fedele al progetto del Padre. Nel cuore dell’uomo è presente però non solo la paura della morte, ma anche la spinta al bene, al dono di sé per amore nella molteplicità delle forme in cui questo si manifesta. Quale sarà il suo destino? Prevarrà la paura o la speranza? E tutto il bene costruito che fine farà? Gli uomini attendono, cercano a fatica, e a volte per cammini sbagliati, la buona notizia della vita più forte della morte, dell’amore più forte dell’odio e della violenza. Cristo, risorto e vivente per sempre, è la risposta vera al senso della vita. Pasqua è l’inizio della speranza, è l’inizio di una vita nuova: Gesù è passato dalla morte alla vita. Ognuno di noi ha ricevuto in dono questa vita nuova che deve entrare in tutte le situazioni per portarci luce, coraggio, consolazione e speranza! Per poter sperimentare questa novità della Pasqua è necessario, cari fratelli ”Rimuovere la pietra che è davanti alla porta” ricordate era la preoccupazione delle donne del Vangelo! Nella vita di ciascuno di noi c’è uno o più ”macigni” che impediscono alla vita di camminare, alla luce di entrare, all’amicizia di rendere belle le nostre relazioni. Tanti possono essere i ”macigni”: la paura, la solitudine, la disperazione, la sofferenza, l’odio, gli affetti sbagliati, la lontananza da Dio, l’abbandono della pratica religiosa. Pasqua è la festa dei ”Macigni rotolati”. Gesù ci aiuta a rotolare il nostro macigno, se noi lo vogliamo. Ma la Pasqua ci chiede anche di aiutare chi da solo non ce la fa a rotolare via il ”suo macigno”, così che la gioia della Pasqua sia condivisa e raggiunga più persone possibili. Con l’ affetto di sempre, il vostro parroco”.

ULTIME NEWS