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San Paolo, i primari: «Giusto dare una risposta univoca»

San Paolo, i primari: «Giusto dare una risposta univoca»

Una lettera dei direttori di Uoc in risposta alla diffusione di «notizie allarmanti»


CIVITAVECCHIA – «In risposta alla diffusione di notizie allarmanti rispetto alle condizioni igienico-sanitarie dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia riteniamo sia giusto e doveroso dare una risposta univoca, non solo per amor di verità, ma anche per rassicurare la cittadinanza».

Inizia così la lettera dei direttori di Uoc della Asl Roma 4 rivolta al direttore generale Giuseppe Quintavalle per testimoniare la «nostra gratitudine e il nostro apprezzamento per il profondo impegno e la vicinanza dimostrati», ringraziamenti estesi a tutta la direzione aziendale. «Fin dall’inizio dell’allerta covid19 – si legge – la task force costituita in azienda ha emanato procedure e direttive sulla base delle disposizioni della Regione Lazio, del Ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità. Tali disposizioni sono state periodicamente aggiornate in risposta alle variazioni pressoché quotidiane arrivate dagli enti superiori». Fin da gennaio 2020 sono state fatte richieste di incremento delle scorte di dpi. Formazione obbligatoria sulla sicurezza dei lavoratori, con particolare attenzione alle procedure di vestizione e svestizione, fondamentali per frenare la diffusione dei contagi. «Tutti noi – proseguono i direttori di Uoc – ci siamo trovati ad affrontare un evento straordinario, come in tutto il resto del mondo, senza riferimenti con la necessità di assicurare un trattamento sanitario il più possibile idoneo ai pazienti». Rimodulata l’organizzazione del San Paolo e nel momento «in cui si sono verificati numerosi casi di pazienti positivi nel reparto di Medicina è stato necessario costituire un reparto covid in quanto è risultato impossibile trasferire gli stessi pazienti in altre strutture e in risposta a disposizioni della Regione Lazio conseguenti a suggerimento del Seresmi. Queste le ragioni – dichiarano – che hanno fatto sì che il San Paolo divenisse ospedale spoke covid19 nella fase tre dell’emergenza, con il Policlinico Gemelli di Roma come ospedale di riferimento. Ospedale covid non significa che l’intero San Paolo è destinato alla cura di pazienti covid, ma soltanto che un reparto risponde a questo compito. A conferma di quanto sopra, il reparto di Rianimazione è dedicato a pazienti no covid, permettendo così lo svolgimento, anche se a ritmo ridotto, delle attività chirurgiche, ortopediche, ostetrico-ginecologiche, cardiologiche ed internistiche». Per quanto riguarda le terapie specifiche «nonostante – continuano i primari – non ci sia in letteratura evidenza della risolutività di un farmaco nel trattamento della patologia covid, si è iniziato il precoce utilizzo dei farmaci indicati nel protocollo dell’ospedale Spallanzani di Roma, e sulla guida dell’esperienza maturata e trasmessa dai colleghi, è stato stilato un protocollo ospedaliero di indirizzo terapeutico. A tutt’oggi, risultano positivi al tampone, e quindi allontanati dal lavoro, quindici medici e cinquantadue operatori del comparto. La stragrande maggioranza di questi sono completamente asintomatici. La loro individuazione – sottolineano i direttori di Uoc – è stata possibile grazie alla decisione aziendale di iniziare lo screening di tutto il personale, compresi gli operatori delle ditte esterne. In questa occasione, vogliamo ringraziare tutti i componenti dei nostri staff, il personale delle pulizie, la vigilanza e quanti hanno aiutato l’azienda a rispondere a questa pandemia».

La lettera è firmata da Antonio Carbone, direttore sanitario del polo ospedaliero, Carlo Turci, direttore Dapss, marco Di Gennaro, direttore Cardiologia, Carmelo D’Arrigo, direttore Ortopedia, Beniamino Susi, direttore Pronto soccorso, Pasquale Lepiane, direttore Chirurgia, Fernando Ricci, direttore Anestesia e Rianimazione, Alessandro lena, direttore Ostetricia e Ginecologia, Marina De Angelis d’Ossat, direttore Radiologia, Giorgio Arena, direttore Laboratorio, Fulvio Marrocco, direttore Nefrologia, Dario Alario e Stefano Seripa, direttore Psichiatria.

 

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