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Crematorio: Comune contro la Città metropolitana

Crematorio: Comune contro la Città metropolitana

CIVITAVECCHIA – La Città Metropolitana ha accolto parzialmente l’istanza di deroga delle prescrizioni autorizzative per il periodo di emergenza sanitaria presentata dalla Tempio Crematorio Civitavecchia. In sostanza, è stata concesso alla società la possibilità di operare sette giorni su sette, per l’intero arco della giornata senza interruzione dell’orario lavorativo, «fermo restando – scrivono da Città Metropolitana – le eventuali prescrizioni e limitazioni che potranno intervenire dalle autorità sanitarie nella persona del Sindaco di Civitavecchia e della Asl territorialmente competente». Una decisione, questa, che non è piaciuta affatto al primo cittadino che, già due settimane fa, aveva inviato una nota al Prefetto, parlando di una richiesta irricevibile e chiedendo comunque che ogni eventuale iniziativa fosse sottoposta alla preventiva attenzione dell’amministrazione comunale. Ma così non è stato, tanto che il Comune si riserva, coinvolgendo anche Asl Roma 4, «ogni opportuna azione da assumere in merito, previa verifica con gli uffici». Da Palazzo del Pincio spiegano infatti di aver appreso «con una certa sorpresa della decisione assunta da Città metropolitana, senza alcuna interlocuzione con il Comune. La decisione – sottolineano – accoglie parzialmente l’istanza di deroga alle prescrizioni autorizzative limitatamente all’emergenza sanitaria, avanzata dalla società che gestisce l’impianto; la stessa società pur conoscendo la posizione contraria dell’Amministrazione si è ben guardata dal comunicare quanto ha espresso il Comune in precedenza alla Prefettura. Stavolta hanno pensato bene di eliminare ogni forma di contraddittorio». 
Nel frattempo al forno crematorio di via Braccianese Claudia, in questi giorni, si lavora a pieno regime. D’altronde la chiusura dell’impianto di Lambrate, ha messo in difficoltà il nord, con la necessità di trasferire in altri impianti – tra cui appunto Civitavecchia – salme provenienti dalla Lombardia. Sembra che attualmente vengono effettuati quattordici servizi giornalieri che rappresentano il massimo previsto, per circa settanta salme settimanali, di cui poco meno della metà dal milanese. Il Comune sta quindi monitorando la situazione per capire come intervenire. 

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