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Scarico carbone, NO di Città Futura e Trittico

Scarico carbone, NO di Città Futura e Trittico

CIVITAVECCHIA – Ancora un parere negativo per lo scarico di parte del carbone diretto a TVN sulle banchine commerciali dello scalo marittimo cittadino. A dire NO Città Futura che sulla vicenda chiarisce la propria posizione. “La proposta nata per sopperire alla immobilità dei traffici e del crocierismo, lontana dal risolversi, a causa delle restrizioni per l’epidemia da Coronavirus è di impossibile applicazione, in primo luogo per motivi legislativi che non prevedono lo scarico del carbone così lontano dal sito produttivo, con annesso aggravio dell’inquinamento cittadino a causa del trasporto su ruote del combustibile scaricato in porto fino alla centrale. E qualsiasi possibile modifica normativa prevedrebbe un iter lunghissimo nel quale comunque il porto, e il suo lavoro, languirebbero lo stesso. In secondo luogo perché fa ripiombare la città e la consapevolezza dei suoi cittadini ad uno stato arretrato della trattativa decennale con Enel, trattativa finalizzata, a nostro giudizio, alla fuoriuscita dell’azienda dalla città, dall’abbandono della schiavitù e allora sì, una volta per tutte, dal superamento del conflitto salute-lavoro”.  Per l’associazione la crisi odierna, al netto della pandemia, è il prodotto di una drammatica carenza di piani e programmi che riguardano il porto e la città. Guarda con interesse all’invito di Potere al Popolo per discutere sul futuro dello scalo cittadino. Per rilanciare lo scalo messo in ginocchio, sia a livello imprenditoriale che occupazionale, è necessario che Governo, Autorità di Sistema Portuale, Regione e Comune, ognuno per le proprie competenze, delineino subito strategie mirate. “Uno dei settori più interessanti oggi – osserva Città Futura – è la logistica integrata e Civitavecchia, con il suo porto e retroporto, in una posizione geografica strategica nel centro Italia e con la vicinanza con Roma, si porrebbe naturalmente in una posizione di vantaggio a confronto con altre realtà portuali. Per questo Autorità Portuale, Governo, Regione e amministrazione comunale, in sinergia dovrebbero lavorare per rendere il nostro porto il vero polo logistico laziale e del centro Italia di rilevanza nazionale ed internazionale, con conseguente crescita occupazionale ed economica, che consentirebbe di smarcarsi definitivamente dalla servitù Enel”. 

Anche il Trittico esprime dissenso rispetto alla proposta avanzata dalla CPC. “Sulla eventualità che il carbone diretto alla centrale di TVN venga scaricato nel porto restiamo non critici ma contrari, e per motivi semplici ed essenziali. Se le autorizzazioni ambientali hanno prescritto all’Enel le specifiche modalità di approvvigionamento del carbone, una forma diversa non offrirebbe le stesse garanzie. Tra l’altro ciò non costituirebbe un’alternativa, ma una violazione  delle stesse disposizioni autorizzative”. La congestione e l’inquinamento prodotti dal viavai di camion diretti alla centrale, inoltre, desterebbe apprensione tanto che avvenga lungo la viabilità interna allo scalo che in quella  esterna. “La preoccupazione per il lavoro che manca o viene meno l’abbiamo tutti, – osservano dal direttivo – dobbiamo però unirla con quella per l’ambiente e la salute, tanto più ora che stiamo sperimentando la triste pandemia del Coronavirus. A nostro parere sarebbe necessario invece porre un invito a tutti gli organismi competenti ad operare uno sforzo corale diretto a far nascere nella nostra città delle nuove aziende a basso impatto ambientale, che possano competere  sul mercato creando nuova occupazione”.

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