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Pandemia e sfide green

Pandemia e sfide green

Dai consumi all’economia circolare


Dai cambiamenti nei consumi e negli stili di vita alle sfide dell’economia circolare, della decarbonizzazione e della mobilità sostenibile: la pandemia da coronavirus sta sconvolgendo abitudini, modi di vivere e modelli produttivi ma apre anche una riflessione su come ripensare le abitazioni, gli spazi intermedi (terrazzi, balconi, giardini condominiali ecc) e le città per vincere le sfide delle green city. Questi i temi affrontati dal dossier ‘Pandemia e sfide green del nostro tempo’ elaborato dal Green City Network e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in partnership con Ecomondo – Key Energy. Durante questa pandemia, spiega Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, “i consumi sono calati, l’attenzione sui consumi alimentari è cresciuta; dopo si tornerà al punto di partenza precedente, come se niente fosse accaduto, o avremo fatto qualche passo avanti per capire meglio le sfide del nostro tempo? Di quanto siano importanti e delicati i consumi alimentari, caratterizzati da alti sprechi e alti impatti e come la quantità di materiali che consumiamo sia enormemente cresciuta e ormai insostenibile. Stiamo avendo difficoltà nella gestione dei rifiuti e nel riciclo”. “Potremmo vivere questo incredibile periodo di forzata sperimentazione collettiva come occasione da cogliere per decidere di produrre nuove forme e nuovi spazi dell’abitare, migliori per la collettività, più giusti e più inclusivi per le fasce più deboli, e più in linea con gli obiettivi propri di quello che definiamo green city approach”, afferma Fabrizio Tucci, professore ordinario della Sapienza Università di Roma e Coordinatore del Gruppo internazionale degli esperti del Green City Network.
CONSUMI. L’emergenza sanitaria deve spingerci a ripensare il rapporto tra uomo e cibo, a partire proprio dalle città che nel 2050 ospiteranno il 70% della popolazione mondiale. Ma le vicende di questi giorni hanno messo in evidenza come sistemi colturali troppo aggressivi possano determinare, anche indirettamente, altre conseguenze negative sugli equilibri ambientali e sul benessere della popolazione mondiale: la progressiva trasformazione ed eliminazione di sistemi naturali, unita ad altri fattori quali il commercio incontrollato e spesso illegale di specie di fauna selvatica, contribuisce in maniera rilevante a facilitare il passaggio di organismi patogeni dagli animali all’uomo.
RIFIUTI ED ECONOMIA CIRCOLARE. Il dossier richiama la necessità di contenere i danni generati dall’emergenza al sistema di raccolta differenziata e di riciclo e fare in modo che non diventino permanenti. 
ENERGIA E CLIMA. Nel documento vengono proposte buone pratiche green nel settore residenziale per contrastare i cambiamenti climatici, aumentando l’efficienza e riducendo i consumi di energia, aumentando la produzione e l’uso nel settore residenziale delle fonti rinnovabili per elettricità e usi termici.
MOBILITÀ SOSTENIBILE. Il dossier indica anche buone pratiche green per rendere più sostenibile la mobilità nelle città, per ridurre gli spostamenti non necessari, per ridurre l’uso dell’auto nelle città e per promuovere l’uso di mezzi più ecologici.
L’ABITARE. Nella seconda parte si avanzano alcune riflessioni e analisi che partono dal come è cambiato l’utilizzo degli spazi nelle abitazioni durante questa pandemia per pensare a come questi cambiamenti possono influire sulla nostra visione e progettazione dell’Abitare anche dopo la pandemia. Gli spazi attrezzati per lo smart working all’interno dell’abitazione, l’abitazione concepita non più solo come dormitorio, ma anche luogo di lavoro, di studio e di cultura, di svago e di socialità. La pandemia ha insegnato l’importanza di balconi, terrazzi, cortili e giardini anche condominiali, tutti gli spazi intermedi in generale che possono svolgere ruoli importanti, anche dal punto di vista ambientale, con il green building approach. 

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