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Appalto UND AMA, sindacati: “Roma Multiservizi usa i lavoratori come ostaggi”

ROMA – “Siamo alle solite, a pochi giorni dal termine dell’appalto per la raccolta porta a porta delle Utenze Non Domestiche continua l’incertezza sul futuro. Mentre attendiamo di discutere domani con Ama, in un tavolo convocato su nostra richiesta per provare a governare un passaggio così delicato, e che Roma Capitale dia segnali di vita, ci preoccupa il futuro di lavoratori usati come ostaggi, in particolare da Roma Multiservizi”.

E’ quanto fanno sapere Fp Cgil, Fit Cisl, Fiadel, che evidenziano come nonostante la drastica riduzione dei servizi a causa della chiusura della maggior parte delle attività commerciali per l’emergenza Coronavirus, le lavoratrici e i lavoratori continuano a svolgere servizi essenziali come la raccolta negli ospedali, nelle cliniche, nei supermercati e nelle caserme, oltre che nelle case circondariali.

“Molte delle aziende impegnate in questo appalto hanno fatto ricorso al Fis, – sottolineano i sindacati – altre non hanno rinnovato i tempi determinati. È una situazione molto complicata per i lavoratori, ma rischia di diventarlo anche per la continuità del servizio. Mentre in società come AVR continuiamo a registrare ritardi nei pagamenti degli stipendi, la situazione che ci preoccupa di più è quella di Roma Multiservizi e delle aziende componenti l’associazione temporanea di impresa continuano a sostenere di essere in uscita dall’appalto, infischiandosene della proroga chiesta da AMA che, va ricordato, ha non poche responsabilità sulla mancata pubblicazione di un nuovo bando. Questa scadenza doveva essere la parola fine ad un appalto scritto male, iniziato male, e gestito peggio”.

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