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Crisi porto, FdI invoca intervento governo, azione immediata per Città Futura, Petrelli propone

Crisi porto, FdI invoca intervento governo, azione immediata per Città Futura, Petrelli propone

CIVITAVECCHIA – Intervento a gamba tesa del circolo cittadino FdI “Giorgio Almirante” contro il Presidente dell’AdSp Di Majo sui programmi annunciati per far uscire il porto dalla fase critica in cui versa dopo l’emergenza sanitaria in atto, che ha determinato il crollo del traffico crocieristico e passeggerii, il quale viene definito inadeguato per guidare lo scalo marittimo cittadino. I meloniani, dopo un dettagliato elenco di disastri operati dal numero uno di Molo Vespucci, come la gestione della ‘guerra delle banane’ e la crisi di Port Mobility o la sua assenza in casi di necessità, richiamano a gran voce un intervento governativo in soccorso di porto, imprese e lavoratori portuali investiti da una grave crisi. “Come accade da anni, – rimarcano – l’incapacità del Presidente dell’Autorità Portuale Di Majo nel gestire una realtà complessa e fulcro della città, ha portato lo scalo marittimo al declino che è sotto gli occhi di tutti. Il ‘porto di Roma’ ha bisogno di una persona all’altezza della situazione che renda efficienti le funzioni portuali, raggiunga risultati economici e sia in grado di affrontare e superare anche grandi difficoltà e situazioni di crisi, peculiarità che proprio non confanno a Di Majo, per questo da tempo ne invochiamo le dimissioni o auspichiamo in una sua sostituzione con un presidente capace e attento alle esigenze di sviluppo del nostro scalo portuale”. Con l’emergenza Covid19 secondo il direttivo di FdI la situazione è giunta ormai al collasso, per questo chiede che la crisi portuale sia affrontata a livello nazionale attraverso un apposito “decreto Civitavecchia”. Ciò allo scopo di soccorrere la comatosa economia locale, che non può prescindere da un indispensabile soccorso e rilancio delle sorti dello scalo che non può diventare un porto di serie B ma deve primeggiare nel panorama nazionale e del Mediterraneo.

Giudizio a metà per Città Futura Civitavecchia sull’intervento di Di Majo per uscire dall’attuale drammatica crisi. “Abbiamo constatato con piacere, – osservano – che buona parte delle soluzioni indicate sono perfettamente in linea con quelle indicate da noi in precedenza. Dobbiamo però rilevare come, ancora una volta, non si vada oltre le dichiarazioni di intenti. Manca, in sostanza, quel cambio di passo che la drammaticità dell’attuale situazione imporrebbe, che non appare così impossibile da compiere” Per Città Futura basterebbe dare semplicemente seguito a quanto già stabilito dalla stessa Adsp con l’adeguamento tecnico funzionale del porto, soluzione che ha già trovato il consenso dell’intero cluster portuale, a costo zero per l’ente e che potrebbe avere immediati e benefici effetti sotto il profilo occupazionale. “Il famoso ATF, – conclude il direttivo dell’associazione – del quale però si sono perse le tracce, la cui approvazione sembrerebbe smarrita nei meandri della tradizionale burocrazia italiana. Il territorio in questo momento non può attendere oltre e gli enti come l’Adsp, se vogliono veramente fornire risposte concrete in termini economico-occupazionali, devono agire con immediatezza, alltrimenti saranno ricordati amaramente come responsabili del fallimento della speranza di un’intera comunità”.

Petrelli, invece propone alcune strategie e misure per arginare la crisi dello scalo portuale acuita dal lockdown imposto dall’emergenza sanitaria internazionale. Proposte che dettaglia in una nota indirizzata al presidente dell’Authority, al Comitato Portuale, al sindaco e vice sindaco Tedesco e Grasso e ai gruppi consiliari del comune. Il referente della lista il ‘Buon Governo’ evidenzia l’importanza di tutti i soggetti istituzionalei e le forze politiche a lavorare in sinergia per elaborare un documento unitario che rappresenti la sintesi delle misure  più idonee per arginare il grave stato di crisi, per avere maggior peso nei confronti delle compagini governativa e regionale. “La proposta di chiedere un ‘Decreto Civitavecchia’ appare fondata, – evidenzia – in quanto il nostro scalo è quello che subirà i maggiori danni derivanti dal lockdown internazionale. Non bisogna fermarsi ad una sola richiesta di sovvenzioni economiche, occorre avvalersi di questa emergenza e delle attenzioni che sviluppa  per costruire le condizioni per modellare il porto alle esigenze attuali, non solo per alcuni traffici ma per lo scalo tutto  andando a rispondere a quel mercato sempre più esigente e più efficiente”. Anche per Petrelli importante il ruolo rivestito dall’adeguamento tecnico funzionale per le banchine 23 e 24 , che deve essere avviato con celerità superando i cavilli burocratici; l’adeguamento delle aree retroportuali e la promozione di un  piano ferroviario di modo che si provveda a terminare il collegamento tra il porto e la piattaforma logistica (ex interporto) richiesta fortemente da molte società”.

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