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Pusceddu e Zacchini: «La rivolta degli etruschi»

Gli imprenditori di “Tutti per Tarquinia” contestano le scelte del premier Conte

Gli imprenditori di “Tutti per Tarquinia” contestano le scelte del premier Conte


TARQUINIA – «Da Tarquinia a Roma. Ridateci quello che ci state togliendo da 2000 anni: “La libertà”». Con questa metafora parte la rivolta degli Etruschi che vede la firma di “Tutti per Tarquinia”.
«Tarquinia è una cittadina posizionata a 80 km da Roma nel Lazio settentrionale, con 17.000 abitanti tra agricoltori e imprese del turismo, è un territorio di 26.000 ettari di terreno, 25 km di sana costa e un’economia dignitosa che si è stabilizzata nel tempo con i sacrifici e il lavoro di chi la abita – spiegano gli imprenditori Mario Pusceddu e Gianluca Zacchini – 2.400 anni fa Tarkna (questo era il nome etrusco della città) venne rasa al suolo da Roma, perché il popolo che la abitava era troppo evoluto: rispettava le donne, non amava la guerra e professava valori come piaceri della vita, cibo, estetica. Oggi la storia si ripete, solo che l’esercito di Roma, questa volta capitanato da Conte, miete vittime in tutta Italia, vittime oggi denominate volgarmente “partite Iva” o “imprese del turismo”, ma che nella realtà sono famiglie: uomini e donne che lottanoda sempre per portare avanti il proprio lavoro. Il vero popolo dei responsabili, quelli che pagano le tasse anche quando non hanno i soldi, quelli che lavorano 15 ore al giorno e di notte anziché dormire sognano come far diventare grande l’Italia».

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