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Imprese portuali: “Deludente la conference call con l’AdSP”

Imprese portuali: “Deludente la conference call con l’AdSP”

Evidentemente, non ci si rende conto che il porto è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere 


CIVITAVECCHIA – “Abbiamo partecipato con particolare interesse e con molte aspettative alla conference call promossa ieri pomeriggio dall’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia. Ci attendevamo, sia alla luce di quanto dichiarato lo scorso 30 marzo dal Presidente Di Majo, ovvero la volontà di ‘aprire il porto’ di fronte alla drammatica crisi in cui è precipitato per l’emergenza coronavirus, che di fatto ha praticamente cancellato il traffico delle crociere e quello dei passeggeri, e sia alla luce del comunicato stampa con il quale lo stesso presidente in mattinata aveva preannunciato il confronto, che che ci fossero fornite finalmente dopo riunioni e riunioni, importanti comunicazioni sui provvedimenti assunti o che si stessero per assumere in funzione dello sviluppo dei traffici commerciali per il nostro porto. Nostro malgrado, dopo quasi due ore di confronto, abbiamo dovuto constatare che dalla locale Autorità Portuale non sono emerse novità di rilievo che potessero in qualche modo andare nella direzione di poter favorire lo sviluppo dei traffici commerciali che, nonostante la situazione di grave crisi nei mercati internazionali, alcuni operatori locali hanno dichiarato e dimostrato di poter portare a Civitavecchia già dalle prossime settimane e dai prossimi mesi, se messi nelle condizioni di operare”. 

E’ il commento assolutamente negativo di C.I.L.P. – Spedimar – Bellettieri – C.F.F.T. – C.P.C. sull’incontro ‘virtuale’ svoltosi ieri, dove si attendevano sviluppi positivi per lo scalo marittimo cittadino ed il suo indotto, che invece non sono arrivati.  Le imprese portuali evidenziano che l’unica novità di rilievo emersa dalla videoconferenza, se così si può dire in un momento di crisi profonda che sta vivendo il porto e non solo, è che l’ordinanza tanto discussa negli ultimi anni, ovvero la 28 del 13 luglio 2018, a fronte delle sentenze del TAR sia tornata in vigore e quindi vieti lo sbarco dei containers destinati alla CFFT sulla banchina 24 nel caso in cui la 25 Sud sia occupata da altre navi.

“Un atteggiamento francamente deludente, – incalzano C.I.L.P. – Spedimar – Bellettieri – C.F.F.T. – C.P.C. -che a nostro giudizio rischia di provocare ulteriori e gravi ripercussioni di carattere economico ed occupazionale su un’economia, quella portuale locale, già pesantemente martoriata. Evidentemente, non ci si rende conto che il porto è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere in qualsiasi momento, quando il lavoro non c’è e le motivazioni sono riconducibili anche a scelte dell’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia, la cosa diventa ancora più grave e pesante da assimilare da parte dei lavoratori, ed è altrettanto evidente che con questa linea di condotta chi sta gestendo il Porto di Civitavecchia intende assumersi tutte le responsabilità della situazione e dei conflitti sociali che potranno eventualmente verificarsi nel caso in cui questa drammatica situazione perduri ancora”.

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