biodigestore I consiglieri regionali propongono osservazioni tardive per riaprire la conferenza dei servizi Dopo il consiglio si apre uno spiraglio
Consiglio fiume per analizzare la vicenda biodigestore e dai consiglieri regionali arriva la proposta di inviare delle osservazioni tardive per poter riaprire la conferenza dei servizi regionale. Assente la società che ha presentato il progetto, la Ambyenta, che con una mail – nonostante la possibilità di intervenire da remoto – ha spiegato di non poter prendere parte al consiglio comunale. Risposta che non è affatto piaciuta al sindaco Ernesto Tedesco anche se, c’è una nota positiva. Ieri mattina, infatti, i consiglieri regionali hanno fatto visita all’amministrazione con una proposta che potrebbe essere in grado di far riaprire la conferenza dei servizi, ovvero presentare una serie di osservazioni tardive tenendo conto dei mutati equilibri che vanno ad impattare, neanche a dirlo, sul territorio. La guerra in Ucraina, infatti, ha spinto il Governo a dare il via libera alle centrali a carbone per lavorare anche al di sopra delle emissioni consentite. Un modo per far fronte alla crisi energetica che si prospetta. «Oggi – ha detto Tedesco – la centrale lavora a pieno ritmo». Quindi i consiglieri Porrello, Tidei e De Paolis hanno proposto – tenendo anche in considerazione le modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione – di inviare una nota alla luce delle mutate prospettive. Per dirla in maniera semplice, una centrale che fino a poco tempo fa lavorava al minimo regime ora sta producendo e bruciando al massimo della possibilità. Per i consiglieri regionali si tratta di un sopraggiunto motivo reale e tutti auspicano unità. Il sindaco di Tarquinia Giulivi ha invitato a fare qualcosa di più e ringraziato il territorio per l’unità. Presenti anche i comuni di Allumiere, Tolfa, Santa Marinella e Monte Romano. Sul tavolo anche l’ipotesi di un impianto che possa chiudere il ciclo dei rifiuti del territorio ma qualcosa di adeguato alle necessità di un comprensorio di circa 200mila abitanti e non un mega impianto da 120mila tonnellate annue. L’onorevole Battilocchio ha parlato infatti di un progetto totalmente incompatibile con le esigenze locali mentre il consigliere regionale De Vito ha bacchettato la Regione sottolineando come anche la politica abbia le sue responsabilità. Il sindaco Tidei ha ricordato la promessa fatta dall’assessore Valeriani circa due anni fa per finanziare un impianto adeguato al territorio, invitando il sindaco Tedesco a convocare al più presto un consiglio comunale congiunto per approvare un atto contro il biodigestore a Monna Felicita che possa fare da sponda all’azione della politica contro questo sciagurato progetto. Ma è dall’ex assessore all’Urbanistica Roscioni che arriva un’ulteriore arma a supporto. In primis il legale ha offerto il supporto dell’ordine degli avvocati di Civitavecchia che affiancherà l’avvocatura del Comune gratuitamente nell’eventuale battaglia legale, ricordando come in un possibile ricorso al Tar la sua variante urbanistica approvata per la zona industriale potrebbe essere un valido appiglio, così come la necessità di valutare se un impianto di queste dimensioni non vada
a condizionare pesantemente il piano rifiuti regionale. Come sottolineato anche dai comitati rappresentati da No al Fossile, Fridays for future, Forum ambientalista e Sole, ogni arma è utile ma la battaglia deve essere unitaria.
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