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Area ex Privilege, l’Adsp tira dritto

Area ex Privilege, l’Adsp tira dritto

Il presidente Musolino: “Al lavoro per soluzioni più produttive e vantaggiose”

Cantieristica nell’area ex Privilege Yard? Per l’Authority, lo ribadisce il presidente Pino Musolino, non è questa la strada da seguire e, soprattutto, non sono gli 11 ettari nel cuore del porto commerciale a poter ospitare questa attività. I due fallimenti che hanno paralizzato per oltre un decennio quella zona del porto pesano. Ed il convegno attraverso il quale Tankoa Yacht, la società guidata dall’ingegner Vincenzo Poerio, ha voluto illustrare gli eventuali progetti su quell’area, non ha convinto. Anzi. L’ordinanza urgente firmata dallo stesso Musolino nei giorni scorsi, e che prevede per sei mesi la destinazione dell’area a deposito temporaneo di merci, in particolare per l’automotive. Già nell’ex cantiere sono arrivate oltre 1600 auto in polizza, per andare a colmare un’esigenza di spazi. D’altronde l’avvio dei cantieri per la realizzazione degli interventi del Pnrr ha comportato e continua a comportare una ampia riduzione degli spazi per la sosta temporanea del cargo sia in aree in regime di concessione demaniale marittima, sia in aree pubbliche. Rispondere oggi a questa necessità attraverso l’uso di parte dell’area fino a ieri non produttiva risulta fondamentale. «Stiamo cercando le soluzioni migliori, che siano più produttive e vantaggiose anche economicamente per l’Adsp – ha confermato il presidente Musolino – soluzioni che tengano conto di tutti gli aspetti. Dopo due fallimenti, che hanno lasciato strascichi enormi, continuiamo ad insistere lì? Io per primo mi sono impegnato per far sì che in quest’area entrassero attività economicamente produttive, a partire dalla revoca della concessione». Come dire che ormai il tempo è scaduto, ma le porte non sono chiuse alla cantieristica. Tutt’altro. Con un piano industriale serio e nell’area destinata da piano regolatore portuale, ossia quella alla Mattonara, questa attività può trovare una sua naturale collocazione. Anche andando, nel caso servisse, a modificare eventuali aspetti legati alla grandezza delle iimbarcazioni in costruzione, attualmente fissata entro i 30 metri. Anzi, se nel frattempo la stessa Tankoa avesse bisogno di uno dei capannoni per iniziare l’attività in vista del trasferimento alla Mattonara, la possibilità c’è. «Ma oggi il nostro porto ha bisogno di aumentare la movimentazione di merci e la logistica – ha aggiunto il numero uno di Molo Vespucci – anche per aumentare le entrate correnti, considerato quanto andremo a perdere con la fine del traffico del carbone. Stiamo lavorando su una serie di iniziative e progetti importanti, rispondendo alle richieste del mercato. Il porto e la città di Civitavecchia hanno bisogno di compiere un salto di qualità, smettendo di credere a profeti e santoni. La strada imboccata oggi è quella giusta». Ne è convinto anche lo storico operatore portuale Sergio Serpente che, riferendosi alla cantieristica nell’area ex Privilege, ha parlato di una «logica miope di persone che non hanno ancora capito – ha spiegato – quale deve essere il ruolo del porto di fronte alla crescita mondiale della logistica. Si parla di una crescita tra il 2 e il 4% all’anno: su questo vanno programmate le attività. Non possiamo pensare di continuare ad insistere con la cantieristica in un’area rimasta bloccata per anni, a seguito di due fallimenti. In tutto il mondo i cantieri navali stanno a mare, non a terra. E noi pensiamo di bloccare l’operatività di uno scalo, ostinandoci su quell’area? Finalmente questi ettari stanno rivivendo, dimostrando di poter essere la chiave di volta per un nuovo sviluppo che passi dalla logistica. È assurdo, con il bisogno di spazi ed il completamento della ferrovia, arenarsi su questo aspetto. Porte aperte alla cantieristica navale – ha concluso Serpente – ma a ciglio banchina e in quello che è il suo sbocco naturale, ossia alla Mattonara. Altrimenti ci troveremmo di fronte ad una scelta sciagurata che ha già paralizzato per vent’anni il nostro porto».

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