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A Civitavecchia folgorati dalla politica di Berlusconi

A Civitavecchia folgorati dalla politica di Berlusconi

CIVITAVECCHIA – A Civitavecchia non ha mai messo piede, non ha mai partecipato neppure alle inaugurazioni all’interno del porto, né alle ricorrenze importanti a favore della legalità, che nel corso degli anni hanno visto in città le più alte ...

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CIVITAVECCHIA – A Civitavecchia non ha mai messo piede, non ha mai partecipato neppure alle inaugurazioni all’interno del porto, né alle ricorrenze importanti a favore della legalità, che nel corso degli anni hanno visto in città le più alte cariche dello Stato, ma è riuscito, seppure a distanza, a folgorare molti giovani e meno giovani con la sua politica e di riflesso a condizionare quelle che sono state le scelte individuali prese da coloro che poi hanno ricoperto ruoli importanti a livello amministrativo proprio a Civitavecchia.

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Silvio Berlusconi, a sentire chi lo ha conosciuto davvero, Civitavecchia l’ha sempre portata nel cuore. D’altronde il passaggio in una puntata di Porta a Porta sull’importanza della portualità lo ricordano in molti, come pure le sue idee sullo scalo locale in un’ottica di apertura ai Paesi del Mediterraneo. Qualcuno è stato suo amico, come ad esempio l’onorevole Paolo Becchetti, scomparso da alcuni anni, che in qualità di notaio il 19 dicembre 2007 registrò l’atto con il quale fu ceduto a titolo gratuito a Berlusconi il simbolo del Pdl (Popolo della libertà).

Alessio De Sio: «Un uomo con una vision eccezionale»

Tra i più accesi simpatizzanti, l’attuale consigliere regionale Emanuela Mari, che addirittura compare nello spot elettorale del 2010 di Andrea Vantini, diventato poi un tormentone “Menomale che Silvio c’è”.

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