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L’estate del 1930: quando Guglielmo ed Elettra Marconi divennero cittadini di Civitavecchia

L’estate del 1930: quando Guglielmo ed Elettra Marconi divennero cittadini di Civitavecchia

ENRICO CIANCARINI In ricordo di mio padre Patrizio, radioamatore e storico marconiano. CIVITAVECCHIA – Guglielmo Marconi nasceva a Bologna il 25 aprile 1874, pertanto il prossimo anno si celebrerà in tutto il Mondo il 150° anniversario della ...

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ENRICO CIANCARINI

In ricordo di mio padre Patrizio, radioamatore e storico marconiano.

CIVITAVECCHIA – Guglielmo Marconi nasceva a Bologna il 25 aprile 1874, pertanto il prossimo anno si celebrerà in tutto il Mondo il 150° anniversario della sua nascita. Ci auguriamo che anche Civitavecchia ricordi tale data in considerazione dello speciale legame di amicizia stretto con il Genio bolognese e suggellato dalla nascita di sua figlia Elettra a Civitavecchia nella Villa Odescalchi il 20 luglio 1930.

Attraverso alcuni articoli apparsi su La Stampa di Torino in quell’estate del 1930 ricostruiremo lo stretto rapporto fra Guglielmo Marconi e la sua famiglia con Civitavecchia.

Il 18 e il 19 luglio, appaiono due articoli datati Civitavecchia, rispettivamente 17 notte e 18 notte.

Il primo è intitolato “Marconi parla da Civitavecchia direttamente con Melbourne. Il senatore Marconi ha parlato questa sera dal suo yacht Elettra direttamente con la città di Melbourne inviando per telefono senza fili il seguente messaggio al presidente della Esposizione radiotecnica che si inaugurerà domani in quella città: Sono oltremodo lieto di comunicare ancora una volta per telefono senza fili con l’Australia dal mio yacht ancorato lungo la costa d’Italia, e mi compiaccio di unirmi a S.E. il Lord Mayor di Londra nell’augurare all’Esposizione radiotecnica di Melbourne il più brillante successo”.

Il giorno dopo, il giornale torinese pubblica la risposta giunta dall’Australia a Marconi: “Un messaggio allo scienziato italiano. Questa mattina, alle ore 11, il senatore Marconi ha ricevuto a bordo dell’Elettra il seguente messaggio dal signor Gordon, presidente dell’esposizione radiotecnica di Melbourne, in Australia:

Permettete che vi esprima a nome del comitato dell’esposizione radiotecnica di Melbourne i nostri rallegramenti per il successo col quale si sono potuti ripetere oggi i vostri esperimenti di Genova, il cui plauso risuona ancora nel mondo. Il lord Mayor di Londra, infatti, premendo un bottone nel suo ufficio, ha prodotto mediante il sistema delle onde a fascio, la immediata accensione nel palazzo municipale di Melbourne di una insegna che dichiarava inaugurata l’esposizione radiotecnica di questa città. […] Essa esprime con moderni mezzi scientifici qual mezzi di fratellanza coi quali questo invisibile legame ci tiene tutti uniti”.

Finalmente il 21 luglio il lieto annuncio: “Guglielmo Marconi padre. La neonata sarà tenuta a battesimo dalla Regina Elena. Nel pomeriggio di ieri, alle ore 17, a Civitavecchia, in un appartamento del palazzo Odescalchi, ove da qualche tempo aveva preso alloggio la marchesa Maria Cristina Bezzi-Scali, consorte di Guglielmo Marconi, ha dato felicemente alla luce una bambina. A quanto si assicura, la neonata sarà tenuta al fonte battesimale dalla Regina Elena”.

Nove giorni dopo, Elettra viene battezzata nello stesso luogo dove è nata: Villa Odescalchi.

Il battesimo della figlia di Marconi. I regali del Papa e della Regina. Roma, 31 notte.

Ha avuto luogo ieri, nel pomeriggio, a Civitavecchia, nella magnifica Villa Odescalchi che ospita il senatore Guglielmo Marconi e la sua eletta consorte, la cerimonia del battesimo della piccola Elettra. La tranquilla e deliziosa dimora appariva insolitamente animata per l’arrivo continuo di invitati. Fra i primi è giunto il Cardinale Pacelli, Segretario di Stato, designato dal Papa alla celebrazione del rito. Sono arrivati poco dopo, verso le 17.30, Donna Antonia Duchessa di Laurenzana, madrina della bimba, in rappresentanza della Regina; i Ministri Rocco e Giuliano; i Sottosegretari Giunta, Lessona e Alfieri; gli Ambasciatori di Inghilterra e di Polonia; i Principi Altieri, Chigi e Barberini, ed altri gentiluomini dell’aristocrazia della Capitale, ricevuti dal senatore Marconi e dal marchese Solari. Il Cardinale Pacelli ha celebrato il rito del battesimo ed ha offerto al senatore Marconi una medaglia d’oro, dono del Pontefice all’illustre scienziato. È stato quindi offerto agli invitati un sontuoso rinfresco sul terrazzo della villa prospiciente al mare, mentre lo yacht Elettra accostava alla riva alzando in segno di festa il gran pavese. Alla gentile signora Marconi erano stati offerti molti fiori. A lei ed al senatore Marconi il Podestà di Civitavecchia ha espresso la gioia dell’intera popolazione.

Il Papa ha fatto pervenire per la bimba una piccola medaglia con catenina, per la marchesa Marconi un rosario in oro, e per il senatore Marconi, come abbiamo detto, una medaglia d’oro. La Regina ha inviato alla piccola Marconi un bellissimo regalo consistente in una catenina con perle e medaglia. Questa è contornata di brillanti e reca incisa da un lato la data del battesimo.

Terminato il rinfresco, il cardinale Pacelli è stato invitato a visitare lo yacht Elettra ancorato nel porto di Civitavecchia. Il porporato, dopo aver visitato e ammirato tutto il complesso macchinario degli impianti radiotelegrafici, si è compiaciuto anche di prendere parte personalmente ad alcuni di trasmissione ad onde corte, ed ha potuto così distintamente conversare con Rio de Janeiro ed esprimere poi al senatore Marconi tutta la sua profonda ammirazione per il risultato delle ricerche del suo genio instancabile.

In serata alla Villa Odescalchi è stato dal senatore Marconi offerto un pranzo in onore del cardinale Segretario di Stato con la partecipazione di altri invitati”. (La Stampa, venerdì 1 agosto 1930)

Ma l’estate civitavecchiese riserva al Genio bolognese altre emozioni, questa volta drammatiche. Leggiamo la cronaca della Stampa di martedì 12 agosto 1930:

Un incendio sull’Elettra di Marconi prontamente domato. Gli apparecchi scientifici salvi. Civitavecchia, 11 notte. Nel pomeriggio di oggi, verso le 17.30, una voce allarmante si spargeva per la città: l’Elettra, la bianca nave dei miracoli, in cui il mago Marconi prepara e opera i suoi prodigi, era in fiamme. La voce aggiungeva che la nave era seriamente compromessa, che la parte poppiera era perduta, che gli strumenti scientifici erano annientati. Evidentemente, era la tema che suggeriva queste voci catastrofiche. In realtà, fortunatamente, le cose erano assai meno gravi.

Tosto fu un accorrere di gente alla banchina del vecchio porto pontificio. I civitavecchiesi, orgogliosi di avere loro concittadino onorario il grande Marconi, i villeggianti, attirati dall’ansia di sapere o dalla curiosità di vedere, si accalcarono sul molo, chiedendo alla gente del porto informazioni esatte. E le informazioni della gente del luogo suscitarono una impressione di generale sollievo e la presenza del yacht ancora integro, sul quale volgevano ormai al termine le operazioni di spegnimento, finì col placare completamente l’ansia ovunque diffusa.

In realtà, come si disse, il fatto aveva avuto proporzioni assai minori. Nelle prime ore del pomeriggio un motore a petrolio, come di consueto, era stato messo in funzione nella sala delle dinamo. Un corto circuito aveva cagionato un principio di incendio che, alimentato da materie grasse e dal forte vento, minacciava di propagarsi alla tolda poppiera. Il pericolo ha stimolato in un attimo l’opera di spegnimento. Senza indugio, l’equipaggio ha iniziato il tentativo di circoscrivere e di soffocare le fiamme, così che, con i soli mezzi di bordo, quando sono giunti i soccorsi, a malgrado della loro celerità, l’incendio era già quasi spento. Nella rapida e febbrile lotta contro le fiamme, una sola persona, il primo ufficiale di bordo Miraglia, ha riportato lievi scottature.

Vinte definitivamente le fiamme col valido aiuto della compagnia del Genio militare di stanza a Civitavecchia, accorsa col rimorchiatore Venezia, dei pompieri locali e dell’equipaggio del piroscafo postale che fa servizio tra il Golfo Aranci e Civitavecchia, si procedette alla verifica dei danni, mentre accorreva, fra gli altri, il senatore Marconi, che si trovava alla villa Odescalchi con la signora e la piccola Maria Elettra, seguito dal podestà e da altre autorità.

Dalle prime sommarie constatazioni non sembra siano emersi danni rilevanti. Danneggiata è stata una piccola parte della nave, e distrutti sono stati una scialuppa di salvataggio a vapore, la cucina e alcuni settori dell’impianto generatore di luce elettrica. L’impianto radiotelegrafico sembra avere subito danni quasi trascurabili, riparabili in pochi giorni. In sostanza l’Elettra potrà essere restituita al pristino stato in brevissimo tempo: in una trentina di giorni al massimo”.

L’anonimo cronista scrive che i Civitavecchiesi sono orgogliosi di avere loro concittadino onorario il grande Marconi. Mio padre Patrizio cercò per anni la data certa di questa cittadinanza onoraria concessa da Civitavecchia al Premio Nobel bolognese. Leggendo l’articolo si può ipotizzare che la Città di Civitavecchia abbia concesso la cittadinanza onoraria nel 1930, prima che nascesse Elettra.

Qualche anno fa, era il 2018, il ricercatore Roberto Gargiulli mi segnalò l’articolo Guglielmo Marconi cittadino onorario di Civitavecchia apparso su Il Messaggero del 21 maggio 1931, in Cronaca di Roma, in cui si comunicava che il 20 maggio il podestà Cinciari, insieme al vicepodestà Bozza, si erano recati “nella intimità della casa del sen. March. Guglielmo Marconi” per conferirgli la cittadinanza onoraria di Civitavecchia. Gli consegnarono “una artistica pergamena finemente miniata e una medaglia d’oro di civica benemerenza”. Guglielmo Marconi ringraziò “per l’onore fattogli e per il prezioso dono”. Proseguì affermando che Civitavecchia era una “città di dolcissimi ricordi famigliari e in molti casi, e nel senso esatto della parola, suo porto sicuro di rifugio”.
Concluse il suo discorso di ringraziamento “dichiarandosi grato per essere stato ammesso a far parte di quella illustre e storica cittadinanza” e ricordando “le gloriose tradizioni marinaresche e la consuetudine di cortese ospitalità”. Solo nel maggio 1931 il podestà Cinciari poté consegnare al senatore e accademico d’Italia la pergamena di cittadinanza onoraria? Potrebbe essere un’ipotesi realistica se crediamo che l’autore dell’articolo dell’agosto 1930 non abbia commesso un errore. Il breve lasso di tempo permette di suffragare quest’ipotesi.

Elettra è civitavecchiese per nascita, suo padre Guglielmo fu civitavecchiese onorario. Un grande onore per Civitavecchia.


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