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Via XVI Settembre, tempi biblici: allarme dell’Unione inquilini

Via XVI Settembre, tempi biblici: allarme dell’Unione inquilini

L’associazione torna ad accendere i riflettori sull’annosa vicenda alla luce del cambio di affidamento per i lavori per le due palazzine: «Invitiamo i dirigenti ed il cda dell’Ater, finora assente, a vigilare affinché ...

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CIVITAVECCHIA – «L’Unione inquilini di Civitavecchia non può che augurare lunga vita agli assegnatari sfollati dalle case popolari di via XVI Settembre 23, perché solo in questo caso sarà possibile per loro rientrare in possesso del nuovo alloggio da costruire».

Inizia così una nota dell’associazione che torna ad intervenire sull’annosa vicenda alla luce degli ultimi eventi che vedono tempi lunghi e, soprattutto, grigi e a farne le spese sono proprio gli assegnatari, da anni lontani da casa.

«Il direttore generale dell’Ater – continuano dall’Unione – di Civitavecchia Emiliano Clementi con determinazione dell’8-05-2023 ha annullato l’aggiudicazione provvisoria dei lavori di demolizione e ricostruzione delle dure palazzine di via XVI Settembre 23 e 19 alla impresa D&G, sulla base degli errori come evidenziati da articoli di stampa, che peraltro hanno determinato anche una reazione piuttosto violenta – ricordano – del Clementi nei confronti dell’estensore degli stessi, fatto successivamente apparso nelle cronache di stampa».

L’Unione inquilini prosegue dicendo: «Pare che i lavori siano stati assegnati alla impresa seconda classificata, Ifm Italiana Facilitty Management spa, la quale sulla base del bando di gara dovrebbe iniziare i lavori entro il prossimo 30 giugno. Diciamo “pare” perché sul sito web dell’Ater, fermo con gli aggiornamenti al 2/01/2023, non appare nulla in merito, né l’Ater ha comunicato alcunché attraverso gli organi di stampa.Invitiamo i dirigenti ed il consiglio di amministrazione dell’Ater, finora assente, a vigilare affinché i lavori inizino e procedano secondo i tempi del bando di gara, ricordando che si tratta di opere finanziate dall’Europa con i fondi Pnrr. Ricordiamo inoltre che le famiglie si trovano fuori dalle loro case da oltre quattro anni, affrontando grandi disagi e che tutti questi ritardi hanno comportato notevoli spese a carico dello stesso Ater».

Poi la domanda che sorge spontanea alla luce degli episodi più o meno tristi o gravi delle ultime settimane. «Ci domandiamo infine con stupore come, di fronte all’ennesimo impedimento di una vicenda annosa di cui non si vede la fine, la Regione possa rimanere in silenzio dopo aver approvato i progetti finanziati dal Pnrr. E ci domandiamo ugualmente come possano rimanere inerti spettatori il Sindaco e l’amministrazione comunale – concludono – che dovrebbero al contrario intervenire con urgenza per rendere possibile il diritto alla casa delle 700 famiglie, che vivono in precarietà abitativa, collocate in graduatoria del bando Erp e che attendono da anni l’assegnazione dell’alloggio».

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