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Discarica d’Arlena, no della Provincia

Discarica d’Arlena, no della Provincia

Chiesto di annullare l’atto con parere positivo, diversamente si ricorrerà al Tar, resta isolata la posizione favorevole del sindaco Cascianelli

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Discarica Arlena, tutti concordi: non s’ha da fare.

La contrarietà alla realizzazione della piattaforma di lavorazione e riciclo di materie è stata espressa in maniera chiara e corale prima dal consiglio provinciale e a seguire dall’assemblea di tutti i sindaci del Viterbese.

In prima battuta è stato il consiglio di Palazzo Gentili ad approvare un ordine del giorno che sancisce le azioni da intraprendere contro l’impianto da 60mila tonnellate annue, con annessa mega discarica da 800mila metri cubi.

Con l’ordine del giorno, che ha ricevuto il via libera anche dall’assemblea dei primi cittadini, si chiede alla Regione di “annullare in autotutela la determina della direzione regionale Ambiente in cui si esprime pronuncia positiva con prescrizione di valutazione ambientale per consentire opportuni approfondimenti anche in merito alla viabilità provinciale di accesso all’area”.

Qualora la richiesta non fosse accolta, si dà mandato al presidente Alessandro Romoli di proporre, congiuntamente ai sindaci dei Comuni limitrofi interessati, ricorso al Tar oltre al “mettere in essere tutte le iniziative volte a manifestare la netta contrarietà della Provincia alla costruzione ed esercizio di nuovi impianti di stoccaggio rifiuti eccedenti rispetto al fabbisogno del territorio della Tuscia” e a sostenere, con il supporto tecnico, ogni iniziativa che sarà intrapresa dai Comuni interessati.

In assemblea dei sindaci il documento è stato approvato da 32 Comuni, che rappresentavano il 58,3% dell’intera popolazione.

Unica voce fuori dal coro di no, ovviamente, quella di Publio Cascianelli.

Il sindaco di Arlena di Castro si è astenuto e si è dichiarato “non favorevole al documento perché confligge con quanto deciso dal suo consiglio comunale che per due volte si è espresso a favore della piattaforma”.

Fabio Bartolacci, primo cittadino di Tuscania – uno dei Comuni limitrofi – ha proposto che, oltre al ricorso al Tar, venga richiesto subito un incontro con la Regione.

Chiedere, come Provincia, un’audizione alla Regione è anche l’istanza avanzata da Alessandro Giulivi, sindaco di Tarquinia, anche per avere chiarimenti in merito a voci circolanti sulla realizzazione di un mega termovalorizzatore sul suo territorio.

Mentre Ermanno Nicolai, primo cittadino di Tessennano e delegato Ambiente in Provincia, ha posto l’accento su un aspetto singolare.

Per realizzare la piattaforma nell’area individuata sarebbe stata prevista la costruzione di un nuovo edificio in cui trasferire la scuola materna perché la distanza attuale è di un chilometro contro il chilometro e mezzo previsto per legge.

L’ordine del giorno approvato è stato inviato alla Regione nel pomeriggio di ieri.

I tempi stringono perché, come spiegato dal presidente Romoli “il termine per l’eventuale presentazione del ricorso al Tar scade il 14 luglio”.


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