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Frontini alla Regione: «Bloccate l’ampliamento della discarica»

Frontini alla Regione: «Bloccate l’ampliamento della discarica»

L'approvazione porterebbe oltre un milione di tonnellate di rifiuti l'anno da tutto il Lazio. “Bomba” di Panunzi: «Inserite ceneri da termovalorizzatore nella tabella dei codici»

«No all’ampliamento della discarica di Monterazzano» e un no ancora più secco a «Viterbo discarica regionale». Lo dichiara a caratteri cubitali la sindaca Chiara Frontini in apertura dei lavori del consiglio straordinario aperto da lei espressamente convocato e che se avesse un titolo sarebbe, suggerisce, “E ora basta”. E come sottotitolo: “Nessuno provi a scaricare sul Comune e sulla sindaca questo provvedimento perché se lo dovrà rimangiare con gli interessi. Il Comune ha solo un ruolo consultivo che la Regione può scavalcare”.

In ballo l’innalzamento del quarto invaso del sito de Le Fornaci per 960mila metri cubi che, stando al documento della direzione regionale Ambiente, sarebbe a servizio di tutto il Lazio.

Alla seduta straordinaria, voluta anche in vista della seconda conferenza dei servizi che si tiene oggi,.sono intervenuti il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il consigliere regionale Pd Enrico Panunzi e la sindaca di Montefiascone Giulia De Santis. Ricordando il sostegno che l’amministrazione ha dato al presidente Rocca alle Regionali sulla base di sei impegni, tra cui il Piano rifiuti e lo stop del conferimento a Monterazzano, la prima cittadina pur comprendendo che ci vuole tempo rimarca che «su questo tema si sta andando esattamente nel senso opposto. Il silenzio di queste ore ci preoccupa così come l’assenza in questa seduta dei consiglieri Sabatini e Paterna».

«Resto fiduciosa però l’unico modo per tutelare il territorio è bloccare questo provvedimento» e aggiunge «non è più tollerabile che la nostra provincia sia sottoposta a un vassallaggio che dura da decenni».

Dal 2013, quando la discarica di Malagrotta è stata chiusa, «subiamo tutto questo in base a un non meglio identificato principio di solidarietà».

Oggi scadono anche i 36 mesi, previsti nell’emendamento Panunzi durante il secondo mandato Zingaretti, sullo smaltimento rifiuti delle aree in emergenza negli Ato di prossimità e tutti conferiti a Viterbo, unica discarica attiva nel Lazio. «Basta continuare ad alimentare la logica dell’emergenza. – tuona la Frontini – Dopo 10 anni non è più emergenza ma latitanza». Sostanzia poi il quadro della situazione con i numeri.

«Il gestore della discarica di Monterazzano lo scorso 23 febbraio ha comunicato alla Regione il quantitativo settimanale in 2750 tonnellate per un totale annuo di 143mila tonnellate. Il fabbisogno di Viterbo è stimato dall’ente regionale in un quantitativo che varia da un minimo di 9670 a un massimo di 17.850 tonnellate annue. Se l’eventuale ampliamento venisse approvato si parlerebbe di 1 milione e 137mila tonnellate l’anno. Con la sola immondizia di Viterbo saremmo a posto per 70 anni, se invece continueranno ad arrivare rifiuti da tutta la regione nel giro di 7-8 anni la discarica andrebbe esaurita e anche noi saremmo costretti a smaltire altrove».

Il presidente di Palazzo Gentili Romoli, ricordando il sì espresso dal consiglio provinciale all’ampliamento ma ad esclusivo servizio del territorio evidenzia che si tratta di un atto dal valore meramente politico.

«La vera battaglia dei consiglieri regionali deve essere sull’aspetto tecnico-giuridico, occorre cambiare l’impianto normativo. Questo è lo spunto su cui ragionare» e conclude ribadendo «l’indisponibilità dei territori a essere violentati e la volontà di fronteggiare uniti il tema dei rifiuti e quello delle rinnovabili».

Istituzioni locali dunque concordi sul no all’innalzamento dell’invaso se funzionale anche al resto di tutto il Lazio. Ma la vera “bomba”, come già accaduto per il deposito nazionale per lo stoccaggio di scorie nucleari, arriva dal consigliere regionale Enrico Panunzi.

L’esponente dem, oltre a sottolineare che di fatto «la Regione sta autorizzando in via ordinaria una discarica regionale a Viterbo», denuncia cosa prevedono i nuovi codici rifiuti inseriti nella tabella della Pisana.

«In particolare – rimarca – sono quattro quelli che ci preoccupano. Per la prima volta, con procedura ordinaria e non emergenziale, a Viterbo saranno smaltite le ceneri provenienti dalla lavorazione dei termovalorizzatori».

Panunzi sottolineando che oggi si terrà la seconda conferenza servizi per autorizzare l’innalzamento del quarto invaso del sito Le Fornaci, fa il punto della situazione in merito alle discariche nel Lazio: da quella di Albano Laziale che ha chiuso a gennaio, a Roccasecca, Magliano Romano, la Rida di Aprilia dove c’è un commissario straordinario fino a Roma con il Tar che ha dato ragione al sindaco Gualtieri sul termovalorizzatore.

«Giocoforza – rimarca Panunzi – che per i prossimi 3 anni i rifiuti del Lazio vengano smaltiti a Viterbo. E nel parere dell’area rifiuti della Regione si prevede di portare in tale lasso di tempo 983mila tonnellate di immondizia. E’ evidente che la discarica di Monterazzano in 3 anni è esaurita».

Invitando a unire le forze in maniera reale, dichiara: «La Regione ci deve dire per quanti anni Viterbo potrà subire uno sforzo di questo genere».

In conclusione lavori, a cui hanno presenziato tra gli altri il sindaco di Tessennano Ermanno Nicolai e il presidente di Confagricoltura Remo Parenti, la sindaca Frontini ha comunicato che «martedì 8 agosto si terrà il consiglio comunale per ragionare sulle osservazioni da inserire nel documento da portare in aula e da far pervenire poi alla Regione».

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