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Tarquinia, un edificio semicircolare, un foro di 400 mq e una strada: nuove scoperte alla Civita

Tarquinia, un edificio semicircolare, un foro di 400 mq e una strada: nuove scoperte alla Civita

TARQUINIA – Un edificio semicircolare che faceva parte del foro della città e una strada bellissima. Sono le ultime strutture scoperte durante gli scavi archeologici nell'antica Tarquinia, nella fase del suo adattamento da città etrusca a ...

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TARQUINIA – Un edificio semicircolare che faceva parte del foro della città e una strada bellissima. Sono le ultime strutture scoperte durante gli scavi archeologici nell’antica Tarquinia, nella fase del suo adattamento da città etrusca a municipio romano, nel primo secolo avanti Cristo, periodo poco noto della sua storia. La campagna di scavi nell’antica città di Tarquinia, condotti dall’Università di Verona, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria meridionale, sta portando alla luce resti che testimoniano la vita romana nel centro dell’Etruria meridionale. Gli studiosi dell’Ateneo Veronese stanno riportando alla luce una costruzione con parete semicircolare, servita da un impianto termale sotto il pavimento, che avrebbe potuto ospitare l’organo amministrativo cittadino, tipico dell’organizzazione etrusca. A fianco, il foro di 400 metri quadrati, di natura tipicamente romana, con la piazza e il portico. «Le strutture che stiamo riportando alla luce, riferibili all’età romana – hanno spiegato gli archeologi – sono un edificio semicircolare, un’esedra che faceva parte del foro della città, a fianco al foro abbiamo trovato una bellissima strada: strutture riconducibili alla cultura di età romana ed etrusca che per lunghi secoli hanno convissuto insieme”. Per i professori Attilio Mastrocinque, ordinario di storia romana all’Università di Verona, queste scoperte dimostrano che «Tarquinia, anche nella sua fase romana, non ha mai rinunciato alla sua autonomia culturale etrusca, prendendo dai romani solo quello che era utile alle proprie esigenze». «Questi scavi – ha spiegato il professore – confermano che Tarquinia non è stata sottomessa ai romani ma ha mantenuto la propria autonomia. Certi elementi tipicamente romani li ha voluti, come il foro e la basilica che sta accanto al foro, mentre altri ha preferito non averli, come l’acquedotto e probabilmente l’anfiteatro». L’antica Tarkna, come è noto, sorge su un pianoro a Pian della Civita, su una superficie di 135 ettari, con il maestoso tempio dell’Ara della regina. Le guerre con Roma iniziarono nel IV secolo avanti Cristo. Agli scontri militari seguirono lunghi periodi di pace. L’attuale Tarquinia nacque nell’ottavo secolo dopo Cristo.

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