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«Il consiglio comunale non è un tribunale, è una seduta pubblica»

«Il consiglio comunale non è un tribunale, è una seduta pubblica»

SANTA MARINELLA – Non l’hanno presa bene le minoranze, la scelta del presidente del consiglio comunale Emanuele Minghella, di indire per il 23 ottobre, una seduta pubblica che si svolgerà a porte chiuse. Infatti, dopo la riunione dei ...

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SANTA MARINELLA – Non l’hanno presa bene le minoranze, la scelta del presidente del consiglio comunale Emanuele Minghella, di indire per il 23 ottobre, una seduta pubblica che si svolgerà a porte chiuse. Infatti, dopo la riunione dei capigruppo, sentiti anche i consiglieri di opposizione, è stato deciso dall’attuale maggioranza di tenere un consiglio comunale non aperto al pubblico, in merito alle vicende accadute nelle ultime settimane, che hanno coinvolto oltre al sindaco Pietro Tidei, anche un ex consigliere di maggioranza, oggi in minoranza, citato più volte nelle intercettazioni effettuate dalla Procura. Infatti, nell’indire il consiglio comunale, il presidente Minghella ha voluto mettere all’ordine del giorno due punti. Quello relativo alle vicende che hanno riguardato alcuni membri della maggioranza, e anche quello che coinvolge un consigliere di minoranza. Già da giorni, sia Domenico Fiorelli sia Alina Baciu avevano contestato fortemente questa scelta, anche se ancora non era stata data l’ufficialità della data del consiglio e se si sarebbe tenuto a porte chiuse o aperte. “Da ieri lo sappiamo ufficialmente – commenta il capogruppo di minoranza Domenico Fiorelli – il consiglio comunale si terrà il 23 alle 10 a porte chiuse. Hanno fatto tutto il contrario di quello che avevamo proposto noi nella richiesta avanzata alcuni giorni fa e cioè il 28 settembre. Avevano venti giorni di tempo per indire la seduta pubblica, invece ne hanno fatti passare 23. Avevamo chiesto di farla a porte aperte, invece sarà a porte chiuse, avevamo scritto che avremmo trattato argomenti non a carattere personale ma relativi ad atti amministrativi, invece hanno messo all’ordine del giorno anche la vicenda che riguarda il consigliere Angeletti che noi non abbiamo chiesto. Quindi, abbiamo mandato una pec al prefetto, per informarlo di questa questione. Avevamo chiesto di fare il consiglio il pomeriggio, invece lo hanno indetto di mattina, quando la gente lavora. Abbiamo chiesto di poter far sentire la seduta in streeming ed hanno detto no. Perché hanno messo come punto all’ordine del giorno il fatto personale di Angeletti? Che ne sappiamo noi di Angeletti? Il consiglio comunale non è un tribunale, è una seduta pubblica dove volevamo parlare su alcune vicende che sono state raccontate dai giornali. Invece ci ritroviamo a partecipare ad una seduta che è completamente l’opposto di quella chiesta da noi”.


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