Pubblicato il

Lo chef di Allumiere Daniele Orieti inserito nell’Albo dei Tesori d’Italia

Lo chef di Allumiere Daniele Orieti inserito nell’Albo dei Tesori d’Italia

Apprezzato per l’impegno «nella valorizzazione e nel rilancio delle piccole realtà territoriali, apportando valore, qualità ed esperienza per un vivere più genuino»

Condividi

ALLUMIERE – Lo chef di Allumiere, Daniele Orieti è stato inserito a pieno titolo nell’Albo dei Tesori d’Italia per “il suo impegno nella valorizzazione e nel rilancio delle piccole realtà territoriali apportando valore, qualità ed esperienza per un vivere più autentico, più sano e più genuino”.

Daniele Orieti nato a Civitavecchia nel 1979 e vissuto ad Allumiere ha alle spalle anni di esperienza nelle cucine dei migliori chef di carie parti del mondo. “Mi sento cittadino del mondo essendo cresciuto tra l’isola di Malta e diverse parti dell’Italia – spiega Daniele Orieti – la mia è una vita vissuta intensamente, con energia e passione nel lavoro e negli affetti. Il mio punto di svolta è arrivato nel 2010, quando con i miei genitori mi sono trasferito in Perù, a sud di Lima, dove abbiamo acquistato un albergo su una spiaggia sull’oceano Pacifico e aperto un ristorante di cucina romana. Inizialmente ero negato ai fornelli, avendo lavorato nel mondo della moda per quasi 10 anni. Accolsi questo viaggio come un’opportunità di rilancio, dopo qualche anno, vissuto sempre con dignità, di lavori saltuari. Iniziai in Perù come lavapiatti e aiuto cucina di mia madre, poi come assistente di mio fratello, anche lui Chef, per poi diventare responsabile di cucina. Un turbinio di emozioni che mi portarono insieme ad un socio a trasferirmi in Spagna, a Malaga, per costruire letteralmente Osteria Angelino, un ristorante di cucina romana. Dopo pochi anni ho ricevuto il mio primo riconoscimento importante in questo settore, il premio “El plato de oro 2018” per la gastronomia. Sono seguiti vari encomi per la cucina e la cultura gastronomica italiana nel mondo, fino ad ottenere l’ingresso nell’associazione “All Star di Malaga”, che richiama i migliori chef della Provincia, come primo e unico chef italiano. Sono diventato quindi insegnante di cucina italiana per grandi o piccoli hotel e ristoranti della Costa del Sol e membro dell’associazione dei Cavalieri di Santo Silvestro Papa.

Dopo 11 anni e molte esperienze maturate all’estero ho deciso insieme a mia moglie Dania Simoni e al mio italianissimo sous-chef Fabrizio Bosio di tornare in Italia ed aprire un ristorante per portare avanti un nuovo concetto di ristorazione. Avremmo potuto aprire a Roma o a Milano, ma la scelta è caduta su Allumiere perché da molti anni i piccoli comuni sono lasciati sempre più a loro stessi e per rilanciarli occorre fare qualcosa di concreto. Abbiamo pensato così di investire sul nostro territorio d’origine rinnovando un locale con quasi 400 anni di storia. Il concept de “Le Cantine del Cardinale” parte dalla base della cucina romana, mio fil rouge professionale, nella quale inseriamo momenti culinari internazionali, come sud americani e spagnoli, o cucinando pesce. Creiamo molto spesso eventi, con una buona partecipazione dei clienti, portando dinamicità e spirito di cambiamento. Amo definire il mio ristorante moderno e camaleontico, fondato su una nuova cultura della ristorazione che unisce tradizione e modernità, sia nelle ricette sia nelle cotture”.

Ad occuparsi di Orieti negli ultimi giorni è stato il prestigioso “Tesori d’Italia Magazine” che gli ha dedicato un grande articolo con molteplici elogi. “In un momento in cui il mondo fatica a trovare il proprio spazio, a Chef Orieti – scrivono su Tesori d’Italia Magazine – va il merito di essere riuscito a ricreare in un piccolo angolo dell’Italia le condizioni ideali del vivere in sintonia con il luogo, le persone, il cibo e l’ambiente”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


Condividi

ULTIME NEWS