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Gasparri: «Provinciali, non vedo volontà per voto diretto»

Gasparri: «Provinciali, non vedo volontà per voto diretto»

Intervento del vicepresidente del Senato Gasparri all’assemblea regionale Anci a Valle Faul. Prima seduta della commissione Giubileo a Viterbo grazie a Sabatini

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«Sulle Province siamo favorevoli a un ritorno della democrazia, con elezioni dirette. Non vedo però indicazioni in tal senso».

Le parole del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, durante la seconda giornata dell’assemblea regionale dell’associazione nazionale dei Comuni, suonano quasi come una sorta di pietra tombale sull’eventualità che i cittadini possano tornare a scegliere direttamente i propri rappresentanti nelle amministrazioni provinciali.

«Si sperava – ha proseguito – in un election day a giugno 2024 in concomitanza con le Europee ma tale intenzione non mi pare maturata».

Secondo il senatore «per paura che i media dicano che si crea un poltronificio. Non è così perché, anche se molti lo pensano, le Province non sono state soppresse ma depotenziate. Si tratta invece di enti necessari nelle aree meno popolose e, pertanto, spesso meno rappresentate. Senza elezioni dirette si rischia di perdere il rapporto con i cittadini».

Una riduzione di rappresentanza territoriale che per il vicepresidente del Senato interessa anche il parlamento che con «il taglio di deputati e senatori, 600 invece di 900, funziona peggio. Si sta perdendo il senso di democrazia partecipata perché la maggior parte di chi siede in parlamento viene eletto nelle grandi città».

«Credo che il ripristino di un’iniezione di democrazia sia salutare» ha rimarcato.

Il focus di Gasparri sulla rilevanza degli enti locali come presidio di democrazia si sposta quindi sul mandato dei sindaci.

«Siamo orientati a favorire l’eliminazione del limite di mandato in base alle dimensioni dei Comuni. Mentre resta importante mantenerlo nelle città più grandi».

Il vicepresidente di Palazzo Madama ha concluso il suo intervento con l’appello a «difendere ogni giorno la rappresentanza territoriale, la democrazia».

Insieme al senatore Gasparri sul palco dello Spazio attivo Lazio Innova per dare l’avvio alla seconda giornata di lavori assembleari Stefano Bigiotti, vicepresidente Anci Lazio, Daniele Sinibaldi, vicepresidente vicario, l’assessore regionale Giancarlo Righini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli e la sindaca di Viterbo Chiara Frontini.

Romoli, dopo aver espresso il proprio compiacimento per l’iniziativa che si svolge per la prima volta nel capoluogo della Tuscia e che affronta temi importanti, ha tenuto a sottolineare che anche la Provincia «sta facendo molto calibrando bisogni del territorio e risorse». Come nel caso del piano scuole che cuba 23 milioni di euro.

Ha poi dichiarato la massima disponibilità dell’ente di via Saffi nel rapporto Provincia Comuni, «anche come presidente Upi Lazio per raccordare le esigenze del territorio». «Anci ha acceso un faro sulla Tuscia, dandoci la possibilità di confrontarsi sulle buone pratiche e anche un’opportunità di visibilità per le nostre bellezze. Crediamo nella rappresentanza dei sindaci per far arrivare la nostra voce alle istituzioni sovraordinate» ha ribadito la prima cittadina Chiara Frontini, la quale ha anche annunciato che a Viterbo si terrà la prima riunione della commissione regionale per il Giubileo 2025.

Una proposta partita dal presidente del gruppo di Fratelli d’Italia in Regione Daniele Sabatini.

L’assessore regionale Giancarlo Righini ha esordito ringraziando tutti i sindaci del Lazio «per il lavoro straordinario che svolgono quotidianamente. La Regione è la casa dei sindaci, questo l’indirizzo dato dal presidente Rocca».

Ha poi annunciato che «da novembre finalmente inizierà la programmazione della stagione Rocca con il Def, documento economico finanziario regionale, che vorremmo presentare e condividere con le province».

Riferendosi in particolare a Viterbo e provincia ha tenuto a sottolineare il lavoro svolto dal consigliere viterbese Daniele Sabatini.

«Grazie alla sua tenacia Sabatini, che svolge un ruolo di cerniera quasi una sorta di ministro ai rapporti tra consiglio e giunta, è stata risolta la questione annosa dello stadio Rocchi».

Ulteriori novità sono previste per il capoluogo e il territorio. «Interventi sulla Roma nord, sull’ex Ospedale grande e sulla Civitavecchia Orte».


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