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Troppi cinghiali, il sindaco chiede aiuto alla Regione

Troppi cinghiali, il sindaco chiede aiuto alla Regione

LADISPOLI – «Invochiamo l’attivazione di tutte le azioni necessarie per eliminare i gravi pericoli per l’incolumità pubblica». È il sindaco Alessandro Grando a scrivere alla Regione per segnalare il problema dei cinghiali. L’ultimo ...

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LADISPOLI – «Invochiamo l’attivazione di tutte le azioni necessarie per eliminare i gravi pericoli per l’incolumità pubblica». È il sindaco Alessandro Grando a scrivere alla Regione per segnalare il problema dei cinghiali. L’ultimo episodio forse è quello che ha fatto traboccare il vaso. Una decina di ungulati si sono aggirati sotto al municipio prendendo possesso pure del dog park di via Firenze. Una situazione non più rimandabile evidentemente e da qui la richiesta di intervento, ipotizzando l’arrivo di gabbie per trasferire gli animali in habitat a loro più idonei. «È necessario anche garantire la sicurezza della circolazione stradale – si legge nell’ordinanza firmata dal primo cittadino – con le modalità previste dalla normativa vigente in materia, con particolare riferimento a quanto attuato con disposizione del prefetto di Roma il 13 ottobre 2022, demandando al comando di Polizia Locale, in collaborazione con la Direzione Regionale Ambiente della Regione Lazio, i relativi adempimenti». Non è chiaro ora quello che accadrà. Gli esperti della Pisana si consulteranno con la municipale per il da farsi. Scongiurato l’abbattimento, si dovrebbe procedere appunto con le gabbie. Il sindaco ladispolano è stato molto chiaro nell’ordinanza. «Giungono all’amministrazione comunale – riporta il provvedimento – numerose segnalazioni circa avvistamenti di cinghiali selvatici, anche di grossa taglia, allo stato brado ed in branchi, sia nelle aree rurali che nel centro abitato del comune di Ladispoli». Poi ancora: «Gli ungulati si avvicinano a colture, nuclei abitati e a strade ad alto scorrimento, compromettendo così la sicurezza della circolazione». E infine l’aspetto sanitario. «A tale rischi si aggiunge quello di carattere sanitario dal momento che tale specie è soggetto a numerose malattie virali, batteriche e parassitarie che possono contagiare altre specie animali e l’uomo stesso».

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