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Una serata in ricordo di Giorgio Capitani

Una serata in ricordo di Giorgio Capitani

La magia del cinema letta con gli occhi di Giorgio Capitani, che ha scelto ogni angolo di Viterbo per “costruire i suoi sogni” diventati fiction di grande successo. La figura dell'indimenticabile regista è stata celebrata dal Rotary Club ...

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La magia del cinema letta con gli occhi di Giorgio Capitani, che ha scelto ogni angolo di Viterbo per “costruire i suoi sogni” diventati fiction di grande successo.

La figura dell’indimenticabile regista è stata celebrata dal Rotary Club Viterbo, di cui era socio onorario, nella serata “caminetto” voluta dal presidente Angelo Landi ed organizzata dalla socia Simona Tartaglia, moglie di Giorgio.

Dal palco del San Leonardo, al momento unico scrigno cittadino dedicato alla settima arte, i ricordi dei set viterbesi e non solo, con ospiti Corinne Cléry e Paolo Gasparini.

«Il nostro scopo è sensibilizzare sui temi rotariani e vivere piacevoli serate insieme – ha precisato il presidente accogliendo soci ed amici – come questa dedicata a Giorgio Capitani. Il regista ha messo Viterbo al centro del suo lavoro, facendo conoscere la città in tutto il mondo. Stasera cercheremo noi di fare i registi, raccontando alcuni momenti vissuti da Giorgio, un uomo e un professionista che ha profondamente amato questa città». L’incontro, aperto al pubblico, è stato presenziato anche dalla sindaca Frontini che insieme a Simona, dal palco, si è complimentata per l’evento: «Questo luogo è protagonista della rinascita culturale della città e del suo centro storico, sicuramente la cura e l’attenzione di Giuseppe e tutto lo staff lo farà rinascere. Sono davvero lieta di vivere questo momento con Simona, che è membro della Film Commission comunale e grazie alla sua professionalità potremo raccogliere buoni frutti». Presente in sala anche l’assessore Patrizia Notaristefano. L’uomo è stato raccontato da Simona Tartaglia, che ha mostrato la telecamera ricevuta in dono da Giorgio per il battesimo, nel 1927: «Il cinema era il suo destino e ad 8 anni, vedendo il film ‘La grande illusione’ disse che quello sarebbe stato il suo lavoro, non l’attore ma il regista. Dopo 65 anni di carriera il suo nome era diventato tutt’uno: era Giorgio Capitani regista. Con la sua bravura, e la ‘menzogna’ insita nel cinema ha fatto diventare Viterbo qualsiasi ruolo che serviva, dal Vaticano a Milano, da Verona a Lucca, fino alla celebrazione ne Il Maresciallo Rocca». Parole a cui è seguito un video con brani di interviste in cui Capitani raccontava il rapporto con Viterbo. Prima di approdare alla televisione, la sua carriera è diventata un successo nel cinema, dove era uno dei protagonisti della commedia all’italiana, testimoniata in sala da Corinne Cléry e dal suo “Odio le bionde”. «Sono stata diretta da un vero signore con la S maiuscola – ha confessato l’attrice – che sapeva creare la giusta atmosfera senza mai alzare i toni. Aveva un modo di parlare pieno di gioia e ho un ricordo meraviglioso, una delle commedie più belle che abbia mai fatto». Lavoro poi mostrato al pubblico attraverso alcuni attimi del film.

Dalla sala alla televisione, con testimone uno dei protagonisti più amati de Il Maresciallo Rocca, quel Banti che segnò la carriera di Paolo Gasparini: «Devo tutto a Simona, perché mi vide a teatro e pensò subito che ero adatto a quel ruolo”, incalzato da lei: «Dopo tanti anni insieme, professionali e di vita, capivo subito il tipo di attore che potevo presentare a Giorgio, quelli giusti». La grandezza del regista è stata spiegata ancora da Paolo: “Giorgio era il primo spettatore, con lui era inutile provare a raccontare la scena, lui voleva vedere il lavoro, non gli piacevano le chiacchiere. Dopo Rocca venne Commesse, in cui avevo una parte davvero infame ma talmente credibile che la Rai non aveva gradito il mio nome per interpretare il segretario di Papa Giovanni. Simona non si arrese, mi fece fare il provino camuffato con un paio occhiali e nessuno si accorse chi ero, la parte era mia». Tante le opere di Capitani citate nell’incontro, e la cosa più bella era rivederle, attraverso un ultimo video che ha messo in fila una serie di fiction, tutte con protagoniste Viterbo, che hanno lasciato il pubblico incantato, dimostrando quanto detto da Simona all’inizio: Viterbo era ovunque ed era diventata tanti luoghi, come permette la magia della telecamera.

All’incontro era presente anche Tiziana Sensi, attrice ed oggi regista, collega di Corinne con cui ha girato un film e portato in giro per l’Italia una tournée teatrale, oggi impegnata nella direzione teatrale di “Povero Ulisse”, adattamento del testo di Marco Bonini, monologo con protagonista Paolo Gasparini.

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