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La Tuscia ricorda Norma Cossetto

La Tuscia ricorda Norma Cossetto

MONTEFIASCONE – Si avviano alla conclusione anche nella Tuscia le manifestazioni patriottiche dedicate a Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana sequestrata, torturata, violentata e infine gettata ancora viva in una foiba dai partigiani ...

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MONTEFIASCONE – Si avviano alla conclusione anche nella Tuscia le manifestazioni patriottiche dedicate a Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana sequestrata, torturata, violentata e infine gettata ancora viva in una foiba dai partigiani comunisti slavi, la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.

Dopo Caprarola, Castiglione in Teverina, Viterbo, con la diretta Rai dal parco Norma Cossetto di San Martino al Cimino, Oriolo Romano, Vallerano, Castel Sant’Elia, Tarquinia e Tuscania, sarà la volta di Montefiascone e Capranica.

Domani pomeriggio alle orre 17, a Montefiascone, sarà deposta una rosa al monumento ai Caduti di Prato Giardino a piazzale Roma. Lunedì prossimo, invece, a Capranica, alle ore 15,30, in piazza San Francesco, sarà deposto un omaggio floreale al monumento ai Caduti.

L’evento denominato “Una rosa per Norma Cossetto”, promosso a livello nazionale dal comitato 10 Febbraio, è giunto alla quinta edizione. Quest’anno con lo slogan “Un fiore che non appassisce” ha registrato un vero record e ha coinvolto oltre 350 città italiane ed estere, tra le quali Buenos Aires, New York, Londra, Dublino, Belfast e Melbourne. «La tragedia di Norma Cossetto sarà ricordata anche a Montefiascone e Capranica – dichiara Maurizio Federici, presidente del C10F a Viterbo –, città che nel 1944 subirono gli stupri di guerra perpetrati dalle truppe coloniali francesi. Con Norma Cossetto ricorderemo anche i montefiasconesi Ada Andreini e il figlio Ivano massacrati dai militari Alleati e tutte le donne che ancora oggi subiscono, in pace e in guerra, stupri e violenze di ogni genere. Pensiamo a quello che accade in questi giorni in Ucraina, Palestina e Iran». Sono invitati a partecipare gli amministratori comunali, i cittadini e le associazioni d’arma.

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