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Santa Marinella, verso la sistemazione idraulica di fosso Castelsecco

Santa Marinella, verso la sistemazione idraulica di fosso Castelsecco

Il Comune ha pubblicato il bando di gara per oltre due milioni e mezzo di euro

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S. MARINELLA – E’ stato pubblicato qualche giorno fa, il bando di gara per gli interventi di sistemazione idraulica di Fosso Castelsecco. L’amministrazione comunale, infatti, ha indetto una manifestazione di interesse, al fine di individuare gli operatori economici da invitare a presentare una offerta per l’affidamento dei lavori di mitigazione del rischio idraulico di uno dei fossi più pericolosi della città e cioè Castelsecco. Sono stati infatti messi a bando lavori per oltre due milioni e mezzo di euro e una volta individuate le ditte che parteciperanno al bando, le opere saranno assegnate all’impresa che avrà fatto il maggior ribasso d’asta. Una volta assegnati i lavori, la ditta vincitrice avrà 690 giorni di tempo per terminare le opere. Nei mesi scorsi, sulla questione Fosso Castelsecco, era intervenuto il Comitato 2 Ottobre, che chiedeva interventi risolutivi sul corso d’acqua, rispettando però l’ecosistema presente nel fosso. “Il nostro Comitato e il Centro di Riqualificazione Fluviale – spiegava il Comitato – ha delineato le linee guida per la manutenzione tecnica del fosso, che andrebbe effettuata prevedendo una differenziazione tra il tratto compreso tra l’A12 e la linea ferroviaria, quello tra la ferrovia e l’Aurelia ed infine quello tra l’Aurelia e la foce. I tre tratti presentano peculiarità e problematiche specifiche. Il fosso di Castelsecco, ad alta naturalità, è un sistema biologicamente vivo, la cui manutenzione è quindi diversa da quella di fossi per lo più tombati o incanalati in argini di cemento. Ormai è risaputo che un fosso naturale completamente privo di vegetazione non risulta più sicuro, per cui la procedura corretta prevede un taglio selettivo della vegetazione, preservando le specie arboree autoctone le cui radici consolidano le sponde arginali dall’erosione. Nel tratto centrale del fosso, che va dalla ferrovia alla Statale Aurelia, andrebbe tagliato il canneto, lasciando una fascia laterale di vegetazione ripariale a protezione degli argini di specie autoctone a sviluppo verticale che non raggiunga diametri tali da ostacolare il libero deflusso delle acque. La vegetazione andrebbe quindi falciata selettivamente, consentendo un passaggio delle acque sinuoso”.


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