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«Con Norma Cossetto vogliamo ricordare tutte le donne vittime di violenze»

«Con Norma Cossetto vogliamo ricordare tutte le donne vittime di violenze»

VETRALLA - Anche Vetralla ha commemorato il ricordo di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana sequestrata, torturata, violentata e infine gettata ancora viva in una foiba dai partigiani comunisti slavi, la notte tra il 4 e il 5 ottobre ...

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VETRALLA – Anche Vetralla ha commemorato il ricordo di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana sequestrata, torturata, violentata e infine gettata ancora viva in una foiba dai partigiani comunisti slavi, la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.

Alla cerimonia hanno presenziato l’assessore comunale Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, il presidente del consiglio comunale Mauro Di Gregorio e il consigliere comunale delegato all’agricoltura Rita Gentili, assieme al presidente provinciale del Comitato 10 Febbraio di Viterbo Maurizio Federici e al referente locale Roberto Tomassini.

La cerimonia che si è svolta a Vetralla è una delle 350 manifestazioni patriottiche denominate “Una Rosa per Norma Cossetto”, un evento giunto alla quinta edizione.

Durante l’evento oltre a Norma Cossetto, Medaglia d’Oro al Merito Civile, e al vetrallese Luciano Lupattelli, sono state ricordate tutte le donne che ancora oggi subiscono violenza.

Tra queste alcune ragazze di Vetralla che nel 1944 furono violentate dai coloniali francesi.

«Con Norma Cossetto vogliamo ricordare tutte le donne vittime di violenze in tempo di pace e durante i conflitti armati – ha detto Maurizio Federici, presidente del C10F di Viterbo che ha ringraziato l’amministrazione comunale – non dobbiamo dimenticare che anche a Vetralla, nel 1944, le truppe coloniali francesi aggredirono i civili italiani e stuprarono alcune ragazze».

«Ringrazio i presenti per aver sentito il dovere di ricordare Norma Cossetto e la sua atroce morte in fondo a una foiba – ha detto l’assessore Giulio Zelli – un delitto che pesa sulla coscienza dei partigiani slavi che lo hanno compiuto. Un pensiero doveroso è per il nostro concittadino Luciano Lupattelli e a tutti i martiri delle foibe colpevoli solo di essere italiani e di rappresentare come nel suo caso l’istituzione italiana in quelle terre di confine».

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