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«Celebriamo tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per permetterci di vivere in un Paese libero prospero e in pace»

«Celebriamo tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per permetterci di vivere in un Paese libero prospero e in pace»

CERVETERI - «Che cosa celebriamo in questa giornata? Ricordiamo tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per permetterci di vivere in un Paese libero prospero e in pace. Sì in pace!». Così il sindaco Elena Gubetti durante le celebrazioni ...

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CERVETERI – «Che cosa celebriamo in questa giornata? Ricordiamo tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per permetterci di vivere in un Paese libero prospero e in pace. Sì in pace!». Così il sindaco Elena Gubetti durante le celebrazioni per la Giornata delle Forze Armate e il Giorno dell’Unità Nazionale. Il primo cittadino nel suo lungo discorso ha voluto ricordare i conflitti che ad oggi ancora insistono in più parti del mondo. Da quello in Israele a quello in Ucraina, passando anche per i conflitti in Nord Africa, nel Sahel, nel Caucaso. «Oggi più che mai dobbiamo essere qui, celebrando l’unità del Paese e onorando coloro che hanno difeso la nostra libertà», ha proseguito il sindaco ringraziando «i tanti giovani militari, uomini e donne impiegati all’estero, in terre lontane dai loro affetti e dalle loro case che ogni giorno contribuiscono a rendere grande il nostro Paese, salvaguardando la pace, la libertà, la sabilità e il rispetto dei diritti umani in terre dilaniate da conflitti orribili, rafforzando ogni giorno il prestigio dell’Italia». Un «sentimento di gratitudine» per le forze armate di oggi che però «ci accompagna nel coltivare la memoria di chi si è sacrificato nel passato». «Riflettere su un momento fondante della nostra storia nazionale – ha aggiunto ancora – e ricordare il sacrificio dei caduti che perndendo la vita hanno contribuito a costruire la nostra identità di comunità nazionale è percià il dovere a cui siamo chiamati ogni 4 novembre. Un dovere – ha concluso – che non è in contraddizione con un altro compito al quale non ci possiamo sottrarre, quello di affermare anche noi, come fece l’allora pontefice Benedetto XV, che la guerra, per sua natura, è sempre “un’inutile strage”».

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