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Csp, scoppia il caso del navettamento

Csp, scoppia il caso del navettamento

CIVITAVECCHIA – «Una notizia che ci coglie di sorpresa e che, sicuramente, va verificata». L’assessore ai Trasporti Dimitri Vitali è deciso ad indagare su quanto emerso in queste ore e che vedrebbe Civitavecchia Servizi Pubblici al centro di ...

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CIVITAVECCHIA – «Una notizia che ci coglie di sorpresa e che, sicuramente, va verificata». L’assessore ai Trasporti Dimitri Vitali è deciso ad indagare su quanto emerso in queste ore e che vedrebbe Civitavecchia Servizi Pubblici al centro di quella che potrebbe diventare una vera e propria bufera.

A chiedere chiarimenti è l’Autorità portuale, con il segretario generale Paolo Risso che ha inviato una lettera in risposta alla Medov (che nei giorni scorsi aveva sollevato la questione dell’interruzione del navettamento) e per conoscenza al Comune, Csp, Mit, Trenitalia, Rct, Art ed Anac per capire i dettagli dell’accordo, che a leggere la missiva sembrerebbe essere stato messo in atto di recente, con la municipalizzata che, con una o forse anche più agenzie marittime e tour operator, andrebbe a garantire un servizio in esclusiva di navettamento sottobordo per trasportare i turisti fino alla stazione.

Una cosa diversa dalla linea speciale porto-stazione, “benedetta” proprio dal Comune e dall’Adsp. In questo caso, infatti, entrambi gli enti non sarebbero a conoscenza del servizio, che si potrebbe configurare come una sorta di “servizio a chiamata”, previsto dalle norme sul tpl.

Ma in questo caso i requisiti e le condizioni per attuarlo, in base alla legge, sarebbero diverse e non rientrerebbero in questa fattispecie. Guardando a qualche chilometro di distanza, ad esempio Fiumicino lo motiverebbe per rispondere alle esigenze di cittadini residenti in zone non coperte regolarmente dal Tpl. Di norma, come si legge sui siti di alcune regioni, il servizio a chiamata serve a soddisfare la domanda di mobilità in territori o in fasce orarie in cui la frequenza o i percorsi dei normali servizi di linea non sono in grado di soddisfare adeguatamente il fabbisogno o a rispondere alle richieste delle persone con disabilità. E non sembrano questi i casi legati ai crocieristi che sbarcano a Civitavecchia e si trovano a salire su un autobus teoricamente del trasporto pubblico locale, con biglietti che sarebbero già acquistati a bordo (non è chiaro a che prezzo), che ha possibilità di entrare in porto in virtù proprio dell’accordo del 2020.

Oggi è l’Adsp a scrivere per conoscere i termini dell’accordo, spiegando anche che “l’accesso al porto, nonchè il prelievo e l’accompagnamento dei crocieristi sarà consentito agli aventi diritto nel rispetto delle vigenti disposizioni”. Ma già domani anche il Comune chiederà ufficialmente chiarimenti ai vertici di Csp, in particolare al presidente Fabrizio Lungarini e al direttore d’esercizio del tpl Paolo Iarlori.

«Se quanto scritto fosse vero – ha spiegato l’assessore Vitali – va sicuramente verificato tutto. Ho già in agenda l’invio della lettera per chiedere per iscritto chiarimenti su quanto sta accadendo e sui contorni della vicenda. Dove la legge lo consente, questi servizi vanno ad arricchire la società. Carte alla mano, dobbiamo verificare, seppur nella autonomia che Csp ha sul trasporto pubblico. C’è un contratto di servizio, il Comune deve comunque vigilare, ma sicuramente la questione ci ha colti tutti di sorpresa».

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