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Morte di Maria Sestina Arcuri: la condanna di Landolfi è definitiva

Morte di Maria Sestina Arcuri: la condanna di Landolfi è definitiva

Dopo la pronuncia della Cassazione il giovane torna in carcere: dovrà scontare 22 anni di reclusione

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La morte di Maria Sestina Arcuri non fu un tragico incidente ma un omicidio. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 22 anni di carcere per Andrea Landolfi, compagno della donna.

La sentenza è arrivata nella tarda serata di ieri. I giudici hanno accolto le richieste dell’accusa.

Il procuratore generale della I sezione della Corte di Cassazione aveva infatti chiesto il rigetto del ricorso e quindi la conferma della sentenza di condanna a 22 anni di reclusione.

Landolfi in primo grado era stato assolto dalla Corte d’Assise di Viterbo ma la Corte d’Appello di Roma in secondo grado aveva ribaltato la decisione ritenendolo colpevole di omicidio volontario.

I fatti risalgono alla notte tra il 3 e il 4 febbraio del 2019. La coppia si trovava a Ronciglione per un week-end a casa della nonna di lui e con suo figlio di 5 anni.

Quella sera la coppia litigò e la parrucchiera 26enne precipitò dalle scale. La mattina la giovane fu trasportata in ospedale a Belcolle dove morì due giorni dopo.

Landolfi, che poco dopo fu arrestato, rimase in carcere fino al 19 luglio 2021 quando, con la sentenza di assoluzione in primo grado, tornò a piede libero.

In tutti i tre gradi di giudizio la difesa dell’imputato, ha sempre sostenuto che i traumi e le ferite mortali, riportate dalla vittima, erano dovute ad una caduta accidentale dalle scale in quello che fu un tragico incidente domestico. Per i giudici d’Appello che l’hanno condannato in secondo grado, invece, Landolfi “l’ha lanciata per le scale – come si legge nelle motivazioni – e ha omesso qualsiasi iniziativa per cercare di salvarle la vita, completando il suo disegno di morte. L’ipotesi della caduta accidentale è contraria alla logica, alle leggi della fisica e agli accertamenti medico legali sui corpi dell’imputato e della vittima”. I giudici della Suprema Corte ieri hanno spostato questa tesi. Il processo in Corte di Cassazione è nato dal ricorso presentato dalla difesa del giovane contro la sentenza di condanna.

Con la pronuncia in Cassazione la condanna diventa definitiva per cui Andrea Landolfi già da ieri sera dovrebbe aver varcato le porte del carcere.


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