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Trovate microspie nelle auto di due indagati, ma le indagini sono chiuse

Trovate microspie nelle auto di due indagati, ma le indagini sono chiuse

S. MARINELLA – In merito alla vicenda relativa ai casi di presunta corruzione denunciati dal sindaco, che hanno portato al rinvio a giudizio di due ex consiglieri comunali di maggioranza, di un dipendente del Comune e di un imprenditore turistico, ...

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S. MARINELLA – In merito alla vicenda relativa ai casi di presunta corruzione denunciati dal sindaco, che hanno portato al rinvio a giudizio di due ex consiglieri comunali di maggioranza, di un dipendente del Comune e di un imprenditore turistico, sembra che le sorprese non siano finite. E’ di ieri la notizia circa un misterioso caso di utilizzo di microspie utilizzate per le intercettazioni ambientali agli indagati. Infatti, secondo quanto raccontano i diretti interessati, si dice che siano state trovate due sofisticate microspie che gli investigatori avrebbero utilizzato nel periodo in cui stavano “spiando” i personaggi indagati per presunta corruzione e che forse sarebbero state dimenticate all’interno delle due auto di proprietà dei due indagati.

Sembra infatti che sia stata presentata una denuncia all’autorità giudiziaria da entrambe le persone coinvolte nel momento in cui, queste, hanno iniziato a sentire strani rumori e disturbi agli apparecchi radiofonici all’interno delle proprie vetture. Fatto controllare l’interno dell’abitacolo, sono uscite delle apparecchiature utilizzate probabilmente per registrare i discorsi che facevano gli indagati all’interno dei loro veicoli.

Attrezzature costose dimenticate a bordo o in attesa di essere recuperate alla prima occasione utile, visto che ad entrambi era stato notificato da diverso tempo il 415 Bis, cioè l’avviso di conclusione delle indagini. I proprietari delle macchine hanno fatto quello che prevede la legge in questo caso e cioè sporgere denuncia. Il 14 novembre prossimo, intanto, si svolgerà l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari dottor Coniglio, per decidere se le famose registrazioni rilasciate agli indagati debbano essere distrutte o meno. I filmati da distruggere sono rimasti pochi visto che molti sono già in rete e riguardano vicende sulle quali la Procura di Civitavecchia ancora non si è espressa.

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