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“Pasolini e il fantasma del presente” alla Rocca Albornoz

“Pasolini e il fantasma del presente” alla Rocca Albornoz

Venerdì 17 novembre ore 17 museo archeologico nazionale etrusco Rocca Albornoz di Viterbo: appuntamento con Roberto Chiesi, responsabile del Centro Studi-Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna a cura di Rosella Lisoni con letture di Anna Maria ...

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Venerdì 17 novembre ore 17 museo archeologico nazionale etrusco Rocca Albornoz di Viterbo: appuntamento con Roberto Chiesi, responsabile del Centro Studi-Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna a cura di Rosella Lisoni con letture di Anna Maria Fausto e performance di Pietro Benedetti. Importante evento culturale viterbese all’interno del quale, non soltanto verrà presentato il suo libro Pasolini e il fantasma del presente (1970-1975), ma verrà evidenziato il rapporto tra il critico cinematografico, scrittore e conferenziere e Laura Betti attrice, regista e cantante legata da profonda amicizia con Pier Paolo Pasolini, la quale trasferì il Fondo Pier Paolo Pasolini di Roma da lei realizzato presso la biblioteca della Cineteca di Bologna, consegnando nelle mani di Roberto Chiesi tutta la documentazione del fondo: più di 1000 volumi relativi all’opera di Pasolini. Terzo appuntamento pasoliniano alla Rocca Albornoz che segue quelli con la scrittrice Dacia Maraini e con Silvio Parrello in arte Er Pecetto, il più giovane dei ragazzi di vita del quale parla Pasolini nell’omonimo libro. Focus dell’evento il cinema e il cinema di Pier Paolo Pasolini mirabilmente descritto nel libro di Roberto Chiesi: Pasolini e il fantasma del presente (1970-1975), un libro che tradisce la profonda ammirazione dell’autore verso il grande intellettuale del 900 e che delinea l’anima del poeta. Un libro scritto col cuore, con dovizia di particolari, dettagli e ricostruzioni storiche, un libro che porta alla luce l’interiorità di Pier Paolo Pasolini facendo amare non soltanto il suo cinema , ma anche la sua sensibilità e grandezza. Un appuntamento che condurrà i presenti all’interno del mondo pasoliniano e fornirà le chiavi di lettura per decodificare il cinema di Pier Paolo Pasolini, “un cinema di poesia”, a tratti onirico, visionario, complesso ma meravigliosamente poetico.


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