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«L’acqua salata è entrata in Palude»

«L’acqua salata è entrata in Palude»

Preoccupazioni anche per il distributore di benzina che dovrebbe sorgere a nord dell’area

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CERVETERI – Tra maltempo e progetti come la realizzazione di un distributore di benzina proprio a pochi passi, l’attenzione sulla Palude di Torre Flavia continua a rimanere alta. Le mareggiate dei giorni scorsi sono solo le ultime che hanno messo a dura prova il fragile ecosistema dell’Oasi naturale a confine tra Ladispoli e Cerveteri e gestita da Città Metropolitana. A quanto pare dell’acqua salata sarebbe entrata, oltrepassando la duna a difesa dell’area, nei canali di acqua dolce causando la morìa di alcune scardole.

«L’unica cosa che possiamo fare ora – spiega il responsabile, Corrado Battisti – è introdurre, con l’acquedotto del Consorzio di Bonifica, dell’acqua dolce, ma essendo compromessa la duna, l’acqua del mare potrà continuare a entrare nei canali e l’acqua dolce a uscire». Per Battisti è necessario procedere con la realizzazione di barriere soffolte a tutela dell’area. A tal proposito il Comune di Ladispoli aveva ottenuto circa tre anni fa un finanziamento di 200mila euro dalla Regione Lazio ma «ci siamo fermati per capire che tipo di progetto portare avanti, compatibilmente con la zona, così da proteggerla dall’erosione, essendo comunque un’area particolarmente delicata», ha spiegato il delegato alle Aree Protette ladispolano, Filippo Moretti che sollecita Città Metropolitana che, con le sue competenze (essendo gestore della Palude) dovrebbe, a sua volta, attivarsi per suggerire una soluzione tecnica al problema. Intanto, però, se da un lato c’è il mare a destare ancora preoccupazione, con i volontari che nei giorni scorsi hanno tentato di ripristinare una delle recinzioni divelte dalle mareggiate, dall’altra parte non si spengono i riflettori sul distributore di benzina che dovrebbe sorgere a nord dell’area, su territorio etrusco. «La Regione ha detto che i documenti presentati (dai promotori del progetto) non vanno bene e ha chiesto ulteriore documentazione. Noi, contestualmente – conclude Battisti – abbiamo mandato una relazione contraria». Ora bisognerà attendere ulteriori sviluppi sulla vicenda.

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