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Cammino di Hasekura: 107 km tra storia, fede e cultura

Cammino di Hasekura: 107 km tra storia, fede e cultura

CIVITAVECCHIA – Da Civitavecchia a Roma, passando da Santa Severa al Borgo di Palidoro. Storia, fede e cultura per 107 km tra campagne, mare e città, sei giorni di cammino, più di 50 chiese da poter visitare e oltre 200 punti di ospitalità e ...

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CIVITAVECCHIA – Da Civitavecchia a Roma, passando da Santa Severa al Borgo di Palidoro. Storia, fede e cultura per 107 km tra campagne, mare e città, sei giorni di cammino, più di 50 chiese da poter visitare e oltre 200 punti di ospitalità e riposo. Sono le principali caratteristiche del “Cammino di Hasekura” su cui il Pincio punta in vista del prossimo Giubileo. «Sei giorni totali, sei tappe complete che possono essere percorse in continuità o divise nei quali si attraversano i segni della storia in oltre due millenni, con un attenzione speciale ai quattrocento anni dal passaggio di Hasekura – si legge nel sito internet che ne descrive le caratteristiche – storie e percorsi di avventura, navigazione, santità, martirio, ambasciate, medioevo e templari. Un’esperienza unica di esplorazione di colori e sapori, di panorami mozzafiato, di albe e tramonti da vivere, di vini profumati e cibi semplici e gustosi». Il Cammino di Hasekura – che ripercorrere l’ultimo tratto dell’avventura del Samurai Rokuemon Tsunenaga, primo ambasciatore giapponese a sbarcare in Italia, nel XVII secolo – e dei Martiri Giapponesi è una iniziativa dell’Associazione Culturale Variante Cimina della via Francigena che ne sta curando lo sviluppo e la promozione, con il comune di Civitavecchia che l’ha subito fatta propria e che ora si farà capofila per l’approvazione del progetto da parte di tutti i Comuni interessati, fino a Roma. Partendo dalla statua dedicata ad Hasekura Tsunenaga e alla Chiesa dei Martiri Giapponesi a Civitavecchia, il percorso scende verso il Castello di Santa Severa, dove il Samurai soggiornò per una notte, proseguendo per Palidoro dove fece una sosta, e riprendendo il cammino nelle campagne verso Roma, arrivando alle sponde del Tevere, fino in Vaticano e al Quirinale. Si tratta della rievocazione di un’impresa epica ed unica per la sua epoca compiuta da un giovane ambasciatore giapponese che sbarcato nel 1615 a Civitavecchia venne ricevuto da Papa Paolo V.

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