Pubblicato il

Esplosione a San Lorenzo Nuovo, il sopralluogo del perito

Esplosione a San Lorenzo Nuovo, il sopralluogo del perito

L’ingegner Fugger, incaricato dalla procura, ha ispezionato la palazzina, si attende la sua relazione per sciogliere gli interrogativi sulla deflagrazione

Condividi

E’ Rodolfo Fugger il tecnico incaricato dalla Procura di Viterbo per fare luce sulle cause dell’esplosione della palazzina a San Lorenzo Nuovo che ospitava un centro per migranti. L’ingegnere alle 10 di ieri mattina è arrivato sul posto per un sopralluogo. Ad attenderlo c’erano: l’ingegnere dei vigili del fuoco di Viterbo che, già aveva stilato un primo rapporto subito dopo il fatto, i carabinieri e il capo squadra dei pompieri del distaccamento di Gradoli, che sono stati i primi ad intervenire sul luogo del disastro. Fugger e gli altri tecnici sono rimasti tra le macerie per più di un’ora. Dalla perizia che ne scaturirà la Procura deciderà se ci sono responsabilità da attribuire a qualcuno. Intanto in attesa di altri sviluppi, l’ipotesi che il disastro sia stato determinato da una fuga di gas si fa sempre più concreta. Già nei giorni scorsi si sta parlando di un ipotetico tubo giallo che potrebbe essere la causa della fuga di gas. Ed è proprio su questa tesi che voci non confermate vogliono che i tecnici si stanno orientando. Altro punto da chiarire nella vicenda, il serbatoio per gas gpl che si trova a poca distanza dalla palazzina.

Un’ipotesi, ed eventualmente da confermare, è quella che proprio il fantomatico tubo giallo afferisce gas dal serbatoio esterno a una pertinenza della struttura.

Una possibile perdita potrebbe aver saturato un’intercapedine, o qualcosa di simile, poi una scintilla generata dall’impianto elettrico o da qualsiasi dispositivo elettronico avrebbe innescato la deflagrazione. Ovviamente tutte queste sono congetture, e sarà solo la perizia di Fugger a dissipare i dubbi che aleggiano su questa vicenda. In ogni caso appare chiaro che la tipologia di terreno su cui si trovava la palazzina ha salvato le vite dei suoi occupanti. Infatti, il fatto che il palazzo fosse isolato e con tutti i lati aperti ha permesso all’energia della detonazione di irradiarsi a 360 gradi scaraventando gli occupanti all’esterno. Se la palazzina fosse stata all’interno di un altro complesso di edifici, la storia sarebbe sicuramente stata un’altra, infatti, in questo caso l’onda d’urto trovando ostacoli si sarebbe potuta abbattere maggiormente sulle strutture portanti magari facendo crollare il tetto sui 31 migranti.


Condividi

ULTIME NEWS