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Tra gli sfrattati anche un ricercato

Tra gli sfrattati anche un ricercato

Intanto maxi bonifica nella baraccopoli: recuperate 20 tonnellate di rifiuti

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LADISPOLI – Lo sfratto, una quantità industriale di rifiuti nella baraccopoli ma anche i successivi accertamenti del commissariato di polizia che hanno portato a scovare uno scenario di illegalità anche tra alcuni degli stessi senzatetto. Uno in particolare, originario della Romania, 50enne, aveva precedenti ed era ricercato per essere espulso avendo dei carichi pendenti per vari reati. Così è già iniziata la procedura per il rimpatrio. Altri due connazionale invece dovevano essere solo rintracciati per l’identificazione. Al di là degli aspetti burocratici e giuridici dei senzatetto, all’indomani dello sgombero sotto al ponte Nove Novembre è rimasta davvero una montagna di rifiuti a poco a poco smantellata dalla ditta che ha in gestione il servizio della nettezza urbana. Queste persone vivevano davvero in condizioni assurde e in uno scenario di pericolosità non solo dal punto di vista dell’igiene. «I nostri uffici – spiega il sindaco, Alessandro Grando – hanno riscontrato la presenza di rifiuti dalle 15 alle 20 tonnellate. Una situazione davvero esplosiva anche per la presenza di allacci illegali alla rete elettrica ma anche di bombole a gas e stufe sistemate in modo precario e pericoloso non solo per gli occupanti ma anche per cittadini e automobilisti visto che quel ponte è sempre molto trafficato». Poi un passaggio anche sui clochard. «Le persone stanno bene – prosegue il primo cittadino – e sono state alloggiate nell’ex scuola del Boietto grazie anche alle associazioni di Fareambiente, Cri, Avalon e grazie alla Caritas. Due di loro hanno deciso di non entrare ma questo era anche prevedibile perché non possiamo costringere nessuno».

Ora sarà la volta dell’altro sgombero quello nel parcheggio di scambio in via Settevene Palo pieno di roulotte, a non molta distanza dalla stazione ferroviaria. Di certo un’azione più complicata perché gli “invisibili” sarebbero almeno una trentina e non solo dieci. «Abbiamo già sviluppato il progetto “Sos casa” – conclude Grando – per reperire alloggi da poter destinare a queste persone dove è previsto anche un percorso di inserimento sociale e lavorativo».

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