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Salvati tre migranti chiusi in un container al porto di Civitavecchia

Salvati tre migranti chiusi in un container al porto di Civitavecchia

Un quarto uomo è riuscito a scappare. La Asl: «Condizioni buone, dimessi dal San Paolo»

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CIVITAVECCHIA – Viaggiavano clandestinamente all’interno di un container, e rischiavano di rimanere intrappolati lì dentro ancora per molto. Ad accorgersi della loro presenza, segnalata da urla e richieste di aiuto provenienti dal cassone, gli operai di un’officina in zona industriale dove era stato trasferito il container che, una volta sbarcato al porto di Civitavecchia a bordo della nave proveniente da Tunisi, a causa di un malfunzionamento aveva bisogno di un intervento di riparazione. A quel punto gli operai, allertati dalle grida di aiuto, hanno subito chiamato i Vigili del fuoco e la Polizia. Gli uomini della caserma Bonifazi hanno provveduto ad aprire il cassone, sigillato, da dove sono usciti quattro uomini, africani, in apparenti buone condizioni ma impauriti per il viaggio e per essere soprattutto rimasti chiusi all’interno del container chissà per quanto tempo. Inizialmente i quattro hanno provato a scappare, ma sono stati subito intercettati e fermatoi dalla Polizia, atrrivata sul posto con gli uomini del commissariato di viale della Vittoria e quelli della Frontiera. Tutti tranne uno, che invece è riuscito nella fuga. Gli altri tre ragazzi sono stati quindi affidati alle cure dei sanitari del 118 giunti sul posto e trasferiti al pronto soccorso del San Paolo per accertamenti. Nel frattempo la Polizia ha avviato le indagini per risalire all’identità dei tre migranti, tutti senza documenti, e per ricostruire il viaggio che hanno affrontato, chiarendo in che momento siano stati chiusi nel container e che tipo di rotta questo abbia seguito. «I tre uomini sono stati trasportati presso l’ospedale San Paolo di Civitavecchia, dove gli sono state prestate le prime cure – ha confermato il direttore sanitario della Asl Rm4 Simona Ursino – i medici non hanno evidenziato sintomi di disidratazione e le loro condizioni di salute risultavano buone e per questo sono stati dimessi».

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