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«Sono dieci anni che si parla di piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche»

«Sono dieci anni che si parla di piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche»

La lista civica Il Paese che Vorrei se lo aspettava da tempo che il Comune venisse “multato” per non aver rispettato le date di attuazione dei Peba

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SANTA MARINELLA – La lista civica Il Paese che Vorrei se lo aspettava da tempo che il Comune venisse “multato” per non aver rispettato le date di attuazione dei Piani di attuazione delle barriere architettoniche. In una nota, il gruppo civico, fa sapere che Tidei intende aprire “l’ennesimo contenzioso che riguarda la sentenza di condanna che la giudice Giulia Sorrentino ha emesso nei confronti della città per non essere ancora in regola con l’abbattimento delle barriere architettoniche – dice il Paese che Vorrei – è da dieci anni che a Santa Marinella si parla di piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Nel 2013 è stata approvata all’unanimità una mozione che impegnava il Sindaco e la Giunta alla redazione del piano. Nel 2014, sono stati stanziati duecentomila euro per procedere alla redazione del documento nell’ambito del piano triennale delle opere pubbliche. Successivamente questa cifra è stata soppressa dall’allora consigliere delegato al bilancio, Minghella, che ritenne giusto sacrificare i diritti dei disabili agli obblighi del fondo di solidarietà. Nel 2018 sembrava che si fosse trovato un accordo di collaborazione tra il Comune e le associazioni dei disabili, che presentarono, nell’ottobre del 2022, puntuali osservazioni sui punti critici della città. Dopo un anno di silenzio, senza più contattare le associazioni che avrebbero invece dovute essere coinvolte, la giunta presenta in Consiglio Comunale nel settembre scorso, un piano tardivo che le associazioni di categoria hanno giudicato inadeguato e carente e che non scongiura la condanna del Comune”. “Il Comune ha ora 12 mesi di tempo – conclude la nota – per adeguare la città alle regole dell’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali. Il Sindaco, invece di accogliere la sentenza e di procedere alla messa in regola della città, si dichiara vittima della situazione, definisce ingiusta la sentenza e dà mandato di presentare ricorso in Corte d’appello. Non si capisce per che cosa. Per incolpare giunte passate? Visto che si tratta di soldi di noi cittadini, gli suggeriamo umiltà e soprattutto di evitare di spendere denaro pubblico sui ricorsi, ma di investire quello stesso denaro che ci appartiene per rendere migliore la vita dei cittadini di Santa Marinella”.


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