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A Ladispoli “Uomini in marcia contro i femminicidi”

A Ladispoli “Uomini in marcia contro i femminicidi”

LADISPOLI - Uomini riuniti insieme dire no ai femminicidi e alla violenza di genere. È così che nasce “Uomini in marcia contro i femminicidi”. «Nessuno ci aveva pensato o nessuno ha avuto il coraggio finora - spiegano - È giunto il momento, ...

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LADISPOLI – Uomini riuniti insieme dire no ai femminicidi e alla violenza di genere. È così che nasce “Uomini in marcia contro i femminicidi”. «Nessuno ci aveva pensato o nessuno ha avuto il coraggio finora – spiegano – È giunto il momento, anche per noi uomini, di scendere in piazza e decidere da che parte stare, scendere in piazza per affiancare le donne in questa battaglia, contro i femminicidi, contro la violenza sessuale, contro le discriminazioni che un mondo maschilista – che non ci appartiene – continua a perpetrare, talvolta impunito. Una società dove le donne sono umiliate, sottopagate, accantonate e noi, non lo accettiamo. Abbiamo scelto di dimostrarlo in questo modo, non per diventare protagonisti di questa battaglia ma per aiutare a tracciare un percorso, insieme, scardinando odiosi concetti e tabù».
Intanto, sabato sera, le strade del centro città si sono riempite di uomini, donne e bambini con un unico messaggio: “Se ti ama non ti uccide”. Tanti, troppi, i fiori piantati nei giardini vicino piazza Rossellini. Sopra a ognuno di essi il nome di una vittima di femminicidio dell’ultimo anno. «Mi auguro che questi fiori, negli anni possano diminuire fino a sparire», commenta l’organizzatrice, Caterina De Caro.
«In un mondo normale questa giornata non dovrebbe esistere», commenta il sindaco Alessandro Grando. «E invece siamo costretti quasi giornalmente ad ascoltare notizie di donne vittime di violenza. Questo è diventato un problema, una vera e propria piaga sociale». Un problema di non facile soluzione per il primo cittadino ladispolano, ma che deve spingere tutti i soggetti chiamati in causa, e non solo, a lavorare per riuscire a intercettare,m prima dell’inevitabile, qualsiasi soluzione di pericolo. «Ringrazio – conclude Grando – chi ha organizzato questo evento. Se vogliamo trovare nota positiva, questa grande partecipazione fa vedere che la nostra comunità non è indifferente». Un segnale che dà «speranza».

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