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«C’è una mentalità da paesello»

«C’è una mentalità da paesello»

LADISPOLI - «Molti continuano ad avere la mentalità da paesello, ma Ladispoli ha tutte le carte in regola per essere un punto di riferimento del litorale». E alla fine il sindaco, Alessandro Grando, sbotta e risponde così alle critiche mosse ...

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LADISPOLI – «Molti continuano ad avere la mentalità da paesello, ma Ladispoli ha tutte le carte in regola per essere un punto di riferimento del litorale». E alla fine il sindaco, Alessandro Grando, sbotta e risponde così alle critiche mosse dalla cittadinanza e praticamente dall’intera opposizione politica sulle spese ritenute «esorbitanti» per l’arrivo di Emis Killa

e Guè Pequeno, gli ospiti d’eccezione del Capodanno. Sfogliando la delibera di Palazzo Falcone, firmata dal sindaco, si scopre che partiranno dalla casse del municipio 345mila euro. Su tutte i compensi degli artisti: 200mila euro. In più 20mila per il loro arrivo in città tra «vitto, alloggio, spese di viaggio e trasporti», recita sempre il provvedimento. Bisogna aggiungerci gli allestimenti degli impianti e delle strutture (60mila euro), il service per luci e audio (12mila), pubblicità e comunicazione (6mila e 500 euro) e poi 20mila euro motivati come «varie». Un passo indietro. L’opposizione non le aveva mandate a dire. «La notte di Capodanno costerà ai cittadini – scrivono i consigliere comunali di Ladispoli Attiva – la cifra stratosferica di 345 mila euro, una spesa che in un periodo come quello che stiamo vivendo, appare come un insulto ai contribuenti locali. Uno spreco di denaro pubblico che potrebbe essere utilizzato in maniera più responsabile e mirato a sostenere settori in difficoltà». Una polemica tira l’altra. «C’è da chiedersi come sia possibile che la Giunta – evidenzia il consigliere comunale Ferdinando Cervo – abbia reputato rinviabile alcune pratiche di completamento urbanistico su importanti siti comunali, vedi mercato giornaliero e opere fondamentali per la città, e invece sia stata capace di impegnare così tanti soldi pubblici in attività di dubbio valore. È inimmaginabile pensare che in poche ore una somma di danaro rilevante possa essere bruciata mentre ci sono persone che ancora non dispongono di una sistemazione abitativa dignitosa. È vergognoso!». Dura la collega Amelia Mollica Graziano. «Una scelta dell’amministrazione inaccettabile perché oltre che peccare a livello economico pecca soprattutto a livello sociale». C’è chi contesta pure i testi di Emis Killa. «Parole terribili del rapper fortemente contestato per incitamento alla violenza – sottolinea il Pd in una nota – e il pezzo bollato come messaggio d’amore criminale. Il sindaco Grando è ancora in tempo per annullare la sua performance. Abbiamo tutti bisogno di messaggi anche in musica di ben altro tenore». Fino ad arrivare a ieri in cui ha parlato il sindaco. «Per la prima volta – risponde Alessandro Grando -, il Comune di Ladispoli organizzerà un concerto di fine anno in piazza Falcone, avvalendosi della preziosa collaborazione della Pro loco. Emis Killa e Guè Pequeno sono tra i più popolari del panorama musicale italiano. Ovviamente non tutti hanno gradito questa scelta, voluta proprio per attirare i più giovani. Ma i gusti sono gusti, ci mancherebbe. L’obiettivo, lo ribadisco, è proprio quello di creare un grande evento, gratuito per il pubblico, che dia la possibilità ai nostri ragazzi di passare la notte del 31 a Ladispoli, senza doversi recare altrove in una serata che troppo spesso, purtroppo, è stata scenario di gravi incidenti stradali». Replica sui testi di Killa. «Alcuni hanno giustamente lamentato – aggiunge – la possibilità che durante il concerto venissero eseguite canzoni contenenti espressioni violente di genere, ma a questo abbiamo già risposto precisando che non succederà». Poi la spesa. «Una cifra importante – conclude – se paragonata alle finanze di una qualsiasi famiglia, ma non certo proibitiva per un comune. Si tratta di somme che rappresentano lo 0,33% del bilancio complessivo e dello 0,75% delle spese correnti. Alla data odierna il nostro saldo in banca è in attivo di 15 milioni di euro. Quando siamo arrivati nel 2017 era a meno 7 milioni e il Comune buttava dalla finestra 300mila euro all’anno solo di interessi passivi». Dalla Regione ci sono da considerare 40mila euro.

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