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«Quel parcheggio è diventato una favela»

«Quel parcheggio è diventato una favela»

LADISPOLI – Pochi giorni ancora e dovrebbe scattare la fase due degli sgomberi delle baraccopoli. Dopo i clochard allontanati dal pericoloso tugurio del cavalcaferrovia Nove Novembre, magazzino usato per viverci tra fili elettrici scoperti, ...

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LADISPOLI – Pochi giorni ancora e dovrebbe scattare la fase due degli sgomberi delle baraccopoli. Dopo i clochard allontanati dal pericoloso tugurio del cavalcaferrovia Nove Novembre, magazzino usato per viverci tra fili elettrici scoperti, carenze igienico sanitarie gravissime e bombole del gas pronte a esplodere, sarà la volta dell’area che si trova nel parcheggio della stazione in via Settevene Palo. Il comune di Ladispoli ha già provveduto ad avviare l’iter per il secondo sfratto, in sinergia ovviamente con il commissariato di polizia a cui spetta l’ordine pubblico e la sicurezza e con l’ausilio dei carabinieri e dei vigili urbani affianchi da tutte le associazioni, la protezione civile e la Caritas diocesana. Intanto però le roulotte continuano ad aumentare e non sarà agevole dar via alla “cacciata” dei senzatetto. I residenti puntano l’indice contro il degrado. «Ho notato che nell’ampio piazzale sono aumentate le roulotte e i camper fino a occupare quasi totalmente tutto lo spazio che doveva essere il parcheggio di scambio per i pendolari, diventando quasi un campo di nomadi», scrive Massimiliano. «In quella favela – sottolinea Claudio, altro abitante – nei mesi scorsi era scoppiato un caso di tubercolosi. Speriamo quindi che al più presto queste persone possano trovare una degna sistemazione».

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