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«Tornare a Santa Marinella è stato un enorme piacere»

«Tornare a Santa Marinella è stato un enorme piacere»

«Cafarelli è una persona pacata, a lui piace molto il dialogo con il suo staff»

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Aveva lasciato la società tirrenica dopo ben 11 anni di onorata carriera, oggi, Nello Savino, è tornato a calcare il campo del team di Via delle Colonie, ma non come giocatore, bensì come vice allenatore di Emiliano Cafarelli. Cresciuto a pane e pallone, Savino, ha cominciato a tirare i primi calci tra il San Gordiano e la Fulgor. Da lì è poi approdato al Civitavecchia Calcio dove fatto la trafila dagli Allievi, alla Berretti fino ad arrivare in prima squadra nell’allora C2 e nel vecchio campionato Interregionale. Nel 90/91 il suo approdo al Santa Marinella, squadra neopromossa nel campionato di Promozione, poi una striscia consecutiva di 11 campionati, con molta Eccellenza e qualche campionato di Promozione. Finita la parentesi rossoblù ha poi giocato nel San Quirico, Montefiascone, Civitavecchiese, Pianoscarano e Cpc Civitavecchia, da dove è partita la sua carriera da allenatore, avendola guidata nel campionato di Prima Categoria, in seguito il trasferimento al Santa Severa sempre in prima categoria con ripescaggio nel campionato di Promozione. Dopo queste avventure, tanto settore giovanile con la Juventus Academy, Leocon, Civitavecchia e Dlf Civitavecchia.

Non si è fatto mancare anche una bella esperienza come allenatore in seconda degli Under 14 nazionali della Ternana.

«Tornare a Santa Marinella è stato un enorme piacere. Erano quattro anni che Stefano Di Fiordo mi tentava, ma per motivi di lavoro e di famiglia, a malincuore, ho sempre dovuto dire di no. Quest’anno, invece, ho deciso di accettare, dandogli un aiuto a livello giovanile, poi a fine ottobre, sempre Stefano, mi ha chiesto se potevo dare una mano anche in prima squadra, e come si dice, al cuor non si comanda, ho accettato. E’ stato per me un tuffo nel passato. Con questa maglia ho vissuti anni stupendi, abbiamo passato anche momenti meno belli, la maggior parte sono stati da incorniciare. Ho avuto l’onore di giocare con tantissimi calciatori di qualità e di conoscere due grandi dirigenti sportivi, il presidente Fronti Ivano e il vice presidente Di Stefano Giancarlo, personaggi che hanno fatto tanto per questa società. Se mi chiedi un ricordo o un aneddoto ce ne sarebbero tantissimi ma ricordo con piacere il mio arrivo a Santa Marinella dove venni accolto molto bene da dirigenti, compagni di squadra e tifosi. E andando nel particolare, la stagione calcistica 1994/1995 dove come squadra di Promozione arrivammo alla finale del Flaminio imbattuti e perdemmo soltanto ai rigori 6 a 5 ad oltranza contro l’Acquapendente».

Oramai sono diverse giornate che è in prima squadra, che idea si è fatto del mister e del gruppo calciatori?

«Il mister è una persona molto pacata ma non chiusa, a lui piace molto il dialogo con il suo staff. Cafarelli pretende che tutti i componenti del suo staff abbiano giusto spazio all’interno dello spogliatoio, non siamo figure ma elementi portanti del gruppo. Riguardo alla squadra, posso dire che è una rosa con calciatori importanti e altrettanti under di livello. Un ottimo gruppo, certo non ti so dire dove si può arrivare, perché per arrivare a determinati obiettivi concorrono tanti fattori. Ma la base sui cui lavorare c’è. Riguardo al mio futuro, logicamente aspiro a lavorare con i grandi o perlomeno provarci. Credo che ognuno di noi per capire la propria dimensione debba provarci. Ad oggi tra le categorie Allievi e Juniores ho trovato il mio habitat naturale, ma da sportivo che sono è logico ambire a nuove esperienze».

In chiusura un commento su questo calcio a livello dilettantistico.

«Il calcio negli ultimi anni è molto cambiato, si è evoluto in maniera esponenziale. Un allenatore per far bene deve essere aggiornato su metodologie di allenamento e su come interfacciarsi con i propri calciatori, oltre alle tattiche devi saper tenere in equilibrio gli umori nello spogliatoio. Uno sguardo al futuro? Al momento mi fermo qui, ho ritrovato l’ambiente di tanti anni fa senza particolari pressioni, ma con tanta professionalità. Certamente come già detto mi piacerebbe allenare una prima squadra a patto che dietro ci sia una programmazione seria».

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