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Valcanneto: non c’è pace per il bosco ora “attaccato” anche da un fungo – LE INTERVISTE VIDEO

Valcanneto: non c’è pace per il bosco ora “attaccato” anche da un fungo – LE INTERVISTE VIDEO

CERVETERI - Ancora un albero caduto nel bosco di Valcanneto. La tragedia è stata sfiorata la scorsa settimana. Proprio in quel momento, infatti, all'interno del polmone verde della frazione erano presenti alcuni cittadini a passeggio. Un allarme, ...

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CERVETERI – Ancora un albero caduto nel bosco di Valcanneto. La tragedia è stata sfiorata la scorsa settimana. Proprio in quel momento, infatti, all’interno del polmone verde della frazione erano presenti alcuni cittadini a passeggio. Un allarme, quello dello stato delle piante, in particolar modo delle querce che popolano il bosco, lanciato già a settembre dagli Amici del Bosco tramite una relazione, redatta dal naturalista-zoologo Antonio Pizzuti Piccoli, inviata all’amministrazione ma che ad oggi non ha ancora trovato una risposta, né una soluzione al problema.
ALBERI “ATTACCATI” DAL FUNGO BISCOGNIAUXIA

Ma cosa sta causando la caduta degli alberi? La risposta si troverebbe nella presenza del fungo Biscogniauxia, «un fungo patogeno» spiega Pizzuti Piccoli «che in questi periodi di siccità che insistono sul litorale dagli anni 2000, sta danneggiando tantissime querce non solo al bosco di Valcanneto» (quello di Palo ne è un altro esempio, ndr). In sostanza, gli alberi sono ormai «debilitati dalla presenza del fungo che li ha portati allo schianto, alla morte». Di per sé la presenza del fungo è sempre esistita. «Fin quando l’albero vive in un ambiente ottimale – prosegue ancora il naturalista – riesce a convivere con la Biscogniauxia. I danni iniziano quando la pianta va in stress, a causa, magari, di una stagione di siccità eccessiva (si parla di 4/5 anni). In quel caso il fungo la invade e la porta a morire. Il problema di fondo ora è capire – evidenzia ancora Pizzuti Piccoli – lo stato di diffusione del fungo che, se non si interviene, potrebbe intaccare tutte le querce». Come fare? «Sarebbe necessario, e qui solo l’amministrazione può intervenire, avviare un check della situazione tramite un tecnico, un forestale – prosegue Pizzuti Piccoli – per verificare la presenza e l’importanza del fungo all’interno del bosco». Successivamente si dovrebbe proseguire mettendo «in sicurezza le alberature e capire se ci sono degli interventi mirati da eseguire. Un’operazione complessa e non veloce. Dall’altra parte, inoltre, bisogna mettere in atto interventi per capire come arginare questo patogeno».

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«NECESSARIO UN PROGETTO COSTRUITO INSIEME: DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DALLA CITTADINANZA ATTIVA»

Un intervento, insomma, concreto da parte dell’amminsitrazione comunale che non può delegare tutto alla cittadinanza attiva. «Da sempre diciamo che qualsiasi discorso sul bosco – spiega Menesatti – non può prescindere da un quadro generale di riferimento, una sorta di progetto costruito insieme: da pubblica amministrazione e cittadinanza attiva. Se non c’è questo quadro di riferimento, qualsiasi intervento rischia di essere poco efficace. Noi, dal canto nostro, siamo pronti a realizzare eventi di sensibilizzazione e promozione del bosco, ma non possiamo sostituirci alla responsabilità del Comune».

So.Be.

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