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Viterbo, botta e risposta sullo stadio Rocchi

Viterbo, botta e risposta sullo stadio Rocchi

Centrodestra e Per il bene comune: «L’Amministrazione ha fallito, riferisca in consiglio». La sindaca Frontini ribadisce: «Il precedente gestore non aveva i requisiti di solidità e sicurezza»

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Gestione stadio: scontro frontale tra sindaca Frontini ed opposizione di centrodestra più “Per Il Bene Comune”. Ieri, a distanza di pochi minuti, botta e risposta sullo stadio Rocchi tra sindaca Frontini, che ha parlato in un videomessaggio sul suo profilo facebook ed opposizione (ad eccezione del Pd) che, con Matteo Achilli (FdI), ha convocato una conferenza stampa con l’adesione, oltre ai colleghi di partito Antonella Sberna e Laura Allegrini, anche di Andrea Micci (Lega) e Luisa Ciambella (Per il Bene comune). Tre i concetti base della sindaca Frontini: «non ci sono interessi economici, non c’è nessun vecchio amministratore o vecchio gestore dello stadio che sta influendo su di me, sui miei assessori o sui miei uffici»; «a procedura è stata ad evidenza pubblica perché con questa amministrazione le regole si rispettano per mettere ordine in un macello generale che è quello che abbiamo ereditato con un privato che avrebbe messo un milione e mezzo di euro mediante una semplice dichiarazione d’intenti» e «non abbiamo prorogato la gestione perché il precedente gestore non aveva i requisiti di solidità e sicurezza che volevamo». Con due incisi: c’è netta differenza tra gestione ed uso dello stadio e «chiunque in passato ha contribuito a creare questa situazione spero abbia il buon gusto di tacere».

Ma l’opposizione ribatte colpo su colpo. «Com’è suo solito fare la sindaca ci ha anticipati di poco – ha detto Matteo Achilli – quando viene presa nel cuore come ha già fatto con la società che aveva partecipato alla manifestazione d’interesse. Vogliamo che la sindaca venga in consiglio e ci dica cosa è successo perché siamo stufi di sapere le cose tramite i social». Quindi subito al punto: «La manifestazione d’interesse pubblico è illegittima perché il bene non è del Comune ma è al 50% – continua Achilli – e lì già c’è una problematica. Dal 17 agosto in cui è terminata la manifestazione d’interesse siamo a fine novembre e ad oggi abbiamo uno stadio chiuso ed uno stadio di quartiere al Pilastro in cui l’amministrazione ha speso più di mezzo milione di euro ed è chiuso ed abbandonato. Dal 1° settembre il niente: non capiamo se ci sono state incomprensioni o errori amministrativi».

Achilli, quindi, critica l’ipotesi che lo stadio venga concesso a tutte le associazioni che lo richiedano perché «stiamo parlando di una cosa impossibile esistendo un regolamento degli impianti sportivi in cui si parla di un canone di pagamento al Comune: da quando abbiamo votato il regolamento quelli sono gli articoli in vigore e devono essere rispettati. Lo stadio non è un parco che si può dare a piacimento. Ci sono dei costi da pagare come 2500 euro per accendere l’impianto d’illuminazione al Rocchi e la manutenzione». Quindi la sola possibilità di uscita: «Ridiamo la gestione all’unica società che ha la possibilità di avere lo stadio Rocchi e chiudiamo questa stagione fallimentare sullo sport della sindaca perché il Pnrr viene dalla nostra amministrazione», specifica ancora Achilli e, sulle dichiarazioni della Frontini riguardo “chi ha contribuito a questa situazione abbia il buon gusto di tacere».

Achilli dice più volte: «faccia i nomi».

Altri motivi di lamentela dell’opposizione riguardano i costi di gestione del Rocchi «la cui manutenzione costa tra gli 80 ed i 100 mila euro all’anno – ha detto Luisa Ciambella – E’ altrettanto grave la chiusura del campo in sintetico Vincenzo Rossi del Pilastro che è chiuso ma anche vandalizzato ed i cui danni li dovrà pagare il Comune così come la manutenzione ordinaria del Rocchi: i soldi specifici ora non ci sono in bilancio a parte un unico capitolo generale sulla manutenzione degli impianti sportivi che azzererebbe tutti gli altri. Non ci hanno saputo dare nessuna procedura tecnica per risolvere questa situazione. Solo Sabatini ha risolto con l’emendamento in Regione la disponibilità dello stadio. Questa incertezza, come da servizio di Report, può portare ad interessi esterni: ecco perché è importante – conclude Ciambenlla – una realtà economica locale gestore. Il campo del Pilastro fu finanziato da me e ricordiamo che a Viterbo ci sono 1300 tesserati nel calcio che sono senza strutture».

«Sembra che, ad oggi, l’Amministrazione abbia alzato bandiera bianca sullo stadio Rocchi – dice Andrea Micci – per manifesta incapacità. Si generalizza dicendo che lo si dà a tutti. Non funziona così perché è una scelta impraticabile. C’è una squadra cittadina che meriterebbe la gestione. Sul campo del Pilastro ho fatto un’interrogazione sulla vandalizzazione e ho chiesto il più rapido intervento: perché non ci dicono cosa ci si vuole fare?».


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