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Gli inquilini di via XVI Settembre 23 si appellano al commissario Fasoli

Gli inquilini di via XVI Settembre 23 si appellano al commissario Fasoli

CIVITAVECCHIA – "Novembre è terminato e dopo ormai circa 5 anni e l’ennesimo annuncio i lavori ancora non iniziano, incredibile e nessuno dice niente. Sindaco, consiglieri comunali e regionali, parlamentari del territorio dove siete?”. È la ...

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CIVITAVECCHIA – “Novembre è terminato e dopo ormai circa 5 anni e l’ennesimo annuncio i lavori ancora non iniziano, incredibile e nessuno dice niente. Sindaco, consiglieri comunali e regionali, parlamentari del territorio dove siete?”. È la domanda che pone il comitato degli inquilini di via XVI Settembre 23, fuori casa da aprile 2019, dopo l’ennesimo annuncio caduto nel vuoto ed il mancato rispetto dei tempi indicati un paio di mesi fa quando Ater ha consegnato l’area per il cantiere, stilando un cronoprogramma: inizio lavori prima decade di novembre e termine, se non si riscontrano ostacoli, entro la primavera 2026.

«Insomma sono stati così bravi che, sempre se tutto va bene, nel 2026 dopo “soli” 7 anni le famiglie di Via XVI Settembre 23 rientreranno nelle loro abitazioni – hanno sottolineato – uno scandalo considerato che i giornali sono pieni di dichiarazioni di inizio lavori: ottobre 2019, poi 2020, 2021, 2022. Uno scandalo se consideriamo che avevano dichiarato di avere fondi propri, poi ci hanno ripensato e volevano usufruire del 110%, ancora un ripensamento e i lavori sembra si faranno con il Pnrr».

Gli inquilini si rivolgono poi direttamente all’Ater, ponendo una serie di domande dalle quali si aspettano risposte precise e puntuali.

«Perché gli inquilini del civico Ater 19 trasferiti da poche settimane sono stati sistemati a spese di Ater in zone centrali con i propri mobili in appartamenti medio grandi di loro gradimento mentre gli assegnatari del civico 23 che invece sono fuori casa da 4 anni e mezzo dopo vari traslochi, peripezie e denunce si sono tutti dovuti arrangiare in alloggi minuscoli e periferici senza i propri mobili ed i propri effetti personali? – hanno chiesto – come mai due ultra ottantacinquenni sono ancora confinate senza i propri mobili in un residence periferico da oltre 4 anni? Perché i mobili e gli effetti personali degli assegnatari di Via XVI Settembre 23 sono ancora a Pomezia? Quando verranno portati a Civitavecchia? Gli elettrodomestici (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie) sicuramente non sono più funzionanti e i mobili e i ricordi più cari molto probabilmente saranno rovinati o distrutti: per evitare estenuanti e costose cause civili si impegna l’Ater a portare tutto entro 30 giorni a Civitavecchia al fine di verificare i danni riportati e risarcire immediatamente le famiglie? Ma veramente qualcuno all’Ater pensa che nel 2026, dopo 7 anni di permanenza nei magazzini di Pomezia i mobili e tutti i ricordi di una vita siano intatti? Chi paga?».

I vertici Ater, ricordano gli inquilini, sono di nomina politica «e la politica è stata proprio la grande assente di questa vicenda dolorosa – hanno aggiunto – perdere così all’improvviso la propria casa dopo 30/40 anni, perdere le proprie cose, essere deportati fuori città dopo aver abitato per decenni in centro, perdere tutti i punti di riferimento (i vicini di casa, la parrocchia, il negozio fidato) è un vero e proprio dramma ma in questi oltre 4 anni e mezzo nessuno della classe politica civitavecchiese ha avuto il coraggio di prendere di petto la questione e affrontare a muso duro i vertici Ater». Confidano quindi nel commissario Fasoli, nominato da poche settimane, a cui chiedono se sia pronto, fin da subito, ad impegnarsi per offrire garanzie certe per risarcire nel caso le famiglie danneggiate di via XVI Settembre 23 e a chiamare una per una le famiglie di Via XVI Settembre 23 per cercare di sistemare la situazione abitativa ed aiutarle a risolvere i mille problemi che da circa 5 anni affrontano quotidianamente.


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