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«Il Jova Beach 3 sarebbe follia»

«Il Jova Beach 3 sarebbe follia»

Muro preventivo di Marevivo e Rifiuti Zero: «Si deve tutelare la palude»

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CERVETERI – La terza edizione del “Jova Beach Party”, il tour di Jovanotti sulle spiagge di tutta Italia, sembra confermato per la prossima estate e comitati e associazioni del territorio alzano un muro preventivo nella speranza di bloccare l’eventuale data di Campo di Mare. Che, come in passato, potrebbe essere inserita nel calendario del cantautore. Non c’è nulla di ufficiale ma da quanto trapela dal Granarone la giunta comunale capitana dal sindaco Elena Gubetti non si lascerebbe affatto scappare l’occasione di concedere il tris. Scatenando però di conseguenze le ire di chi ha a cuore le sorti della palude di Torre Flavia. Si espone, ad esempio, il comitato Rifiuti Zero Ladispoli. «Abbiamo appreso con profondo dolore la notizia del terzo tour del Jovs Beach Party – sostiene il presidente, Marina Cozzi – purtroppo sapevamo che l’esperienza iniziata 3 anni avrebbe lanciato la moda dei party nelle aree naturali del territorio italiano e così è stato. Per fortuna molti cittadini, associazioni locali e nazionali , si stanno opponendo a questa insana mania, tutti chiedono di tornare a fare i concerti negli stadi. Mi dispiace che i sindaci approvino queste “devastazioni” del territorio in nome della visibilità, del divertimento a tutti i costi. Speriamo non avvenga di nuovo a Marina di Cerveteri». E poi anche Marevivo Lazio. «È una follia solo pensarlo – insorge Rita Paone, referente dell’associazione sul litorale nord -, siamo ancora in attesa del ripristino delle dune danneggiate durante i concerti della scorsa edizione, così come aveva imposto la Regione Lazio. Non ci stanchiamo di ribadire che le spiagge non sono luoghi deputati a questi grandi eventi». È fresco ancora nella memoria di Marevivo quanto accaduto un anno e mezzo fa. «Abbiamo visto di tutto in quei due giorni dell’estate 2022 – ribadisce – e cioè enormi ruspe scavare e muovere enormi quantità di sabbia, una infinità di bicchieri di plastica rimasti sotto la sabbia a causa del passaggio degli enormi mezzi, centinaia di persone passare attraverso l’area dell’oasi di Torre Flavia per raggiungere i parcheggi. Mi domando che senso abbia poi il lavoro per il monitoraggio delle tracce e dei nidi di tartarughe marine. Vanificato anche gran parte del lavoro di Città metropolitana e dei volontari per la custodia della biodiversità nell’adiacente area protetta dove è presente avifauna in via di estinzione». Poi chiaro invito alle istituzioni. «Interessante sarebbe sapere cosa ne pensa il comune di Cerveteri che tra l’altro è stato uno dei primi firmatari della Carta dei Comuni custodi delle dune».

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